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Geddo - Non sono mai stato qui




Ligure si però Geddo non si risparmia di certo per questa sua seconda prova discografica. Ben 15 infatti i brani che la compongono e che finiscono a tratti con l'appesantire l'ascolto. 
Ma è un peccato veniale, per un disco vitale, rilasciato da un autore che ha voglia di farsi ascoltare e ci mette trasporto e tanta intensità. Tra Buscaglione e Bennato con una penna affilata e una voce versatile, sporca il giusto, il nostro rilascia una prova più che discreta e sicuramente matura. "Angelo e il cinema" (Angela ti prego Angela tira via quella pistola e dopo dammela), "Tristano" (evviva il vino e chi ne beva fino alle 4 del mattino... anche un pò Mannarino)  e "Piccolina" rendono omaggio al primo, "Venezia" (peccato che Venezia voglia solo Americani, noi per certa gente saremmo sempre sporchi indiani) e "La campionessa mondiale di sollevamento pesi" al secondo, in primis per la voce ma anche per il piglio cantautorale legati alle dinamicbe blues, il grande amore del nostro, che con tanto di slide guitar in questo caso, rappresenta la cifra stilistica dell'intero lavoro, un vero e proprio modo d'essere ""proprio quando ti fanno sentire diventi sincero" che è ben presente nella parte centrale, forse quella più riuscita che comprende anche "Stare bene" (perchè ormai è una malattia, amare la gente per quello che è, stare bene è importante), "Il post amore" (sii sempre in crisi d'astinenza per dosi di ironia) e che si fonde con la poesia in "Equilibrio" ballad malinconica e intensa punteggiata dalla chitarra elettrica, con un testo da brividi: " solo un diversivo un ritardo e forse placherà la sete a una nuvola che passa e alla fame ancora matto per lo sguardo ma tu perdonerai solo se amerai la solitudine di un clown con un fiore in mano sotto la pioggia", "Dall'amore" (e proprio nell'incrocio della sua filosofia aspetta il verde di un semaforo che è però è nell'altra via) e "Nancy" (e a cosa serve ricordarmi il tuo odore, non sono un cane non lo so!). "L'astronave di provincia e la title track (per certi versi jovanottiana)" che chiudono il lotto non dispiacciono di certo, sotto lo standard "Dicono che io" , "Sole rotto" e "Pugno in un muro" che per un motivo o per l'altro, (dalla banalità di certe strutture pop alle troppe rime o melodie facili) non convincono del tutto, ma di certo non inficiano quanto di buono detto fin ora.

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