Passa ai contenuti principali

Intervista con gli Ordem






Nella recensione abbiamo scritto che togliete letteralmente la polvere alla storia del rock, vi piace come definizione? Vi ci riconoscete?

Guarda senza nulla togliere alle imprese di pulizie questa vostra affermazione ci piace e la condividiamo in pieno. In primo luogo perché vuol dire che nel nostro piccolo ci sediamo in un angolo di un'immensità musicale, il rock, e usiamo i nostri pezzi come strofinacci e le nostre energie come olio di gomito per tirare a lucido qualche frammento di un'eredità alla quale abbiamo avuto la fortuna di accedere...Cosa che non è per tutti visto cosa ascoltano le malcapitate generazioni di adolescenti. In secondo luogo vuol dire apprezzamento per qualcosa che siamo come Ordem perché la musica in se ti fa "essere" e soltanto dopo ti fa fare tutto ciò che ne consegue dall'essere. Oggi è un po' il contrario, anzi, non è né l'uno nè l'altro...Ti mettono in tv. Ti vestono, ti pettinano e ti fanno vendere una cosa che decide addirittura il pubblico. Perdonatemi...comincio a divagare...

Quali sono state le vostre influenze maggiori, noi abbiamo citato un bel pò di nomi ma tenendo fede a quanto detto prima ci incuriosisce sapere se avete dei riferimenti precisi?

Personalmente non ci sono riferimenti precisi o gruppi da prendere come guida o riferimento. La musica è amore. Viene da dentro col suo fare rudimentale ed impetuoso del nascere e passa il resto della sua vita a farsi suonare perché sá che non morirà mai. Tu ascolti Across the Universe dei Beatles e non pensi completamente a niente se non a tirare indietro la testa e volar via! I riferimenti sono quindi un qualcosa di inconscio e del tutto non stabilito perché sono voci dentro di te che cacciano fuori un urlo mentre tu sei intento a farti i fatti tuoi e ti fanno fermare,prendere la chitarra o il tuo maledetto telefono per suonare o registrare un pezzo in pochi secondi..."Perchè poi svaniscono e non si ricordano più"come cantava "un tale" qualche anno fa. Poco importa se a urlarti dentro sono stati i Nirvana, i Beatles, i Pink Floyd o gli Who...tanto li amiamo tutti e suonano tutti per noi e noi per loro in qualche modo...tipo con gli strofinacci!ahhahahahah


Parlateci un pò di voi, della vostra carriera e di come sono nate le canzoni di The Quiet Riot, che approccio compositivo avete usato e se avevate già una direzione precisa entrando in studio, il disco suona molto compatto in tal senso, ha un sound antico e moderno al tempo stesso... e nel senso nobile del termine può essere anche considerato persino "pop"...

Le canzoni di questo album nascono dai compositori in qualsiasi momento della giornata e della propria disgraziata vita..devi essere sempre pronto a fargli una foto e a portarle in sala prove dove grazie alla band prendono vita. È come se ti nascesse un figlio ogni volta...cosa puoi fare se non amarlo? Nasce dal nulla e poi cerchi di crescerlo bene sino al primo giorno di scuola dove incontra il produttore che gli insegna ad essere una canzone pronta ad arrivare dove vuole. Personalmente la musica è una delle poche forme di libertà che conosco quindi non mi sogno nemmeno di porvi delle nomenclature che ne sminuiscono o condizionino il suo potenziale. Lascio che siano altri a costruire scatole che la possano contenere e a riporle negli scaffali che hanno dentro di se...più persone lo fanno e più la tua musica è accessibile. Certamente qualche regola c'è... ne abbiamo tutti per natura e purtroppo siamo sempre più metodici perché è il tempo in cui viviamo che c'è lo impone. Il sound invece è la band! Siamo cinque persone completamente diverse ed il nostro produttore è diverso da tutti noi! Vedete che razza di casino ė? Del resto se non sei una persona con gravi problemi non metti su una band con tutto quello che ne consegue! Devi essere fottutamente pazzo!Se il senso nobile del pop a cui ti riferisci può farci fare più soldi allora si!!! Siamo una pop band! Correte a comperare il nostro disco, il demo, i calzini... tutto!!!


Una domanda stupida, ma "provare per credere" il vostro è un album ideale per viaggiare, per essere ascoltato in auto... on the road insomma, avete anche voi questa percezione o è semplicemente una nostra idea malsana?

Questa è l'affermazione più originale che abbia mai sentito sul nostro album! Grazie perché per me è un complimento frutto del fatto che "viaggiare" è qualcosa che la musica può farti fare dalla tua poltrona. Se voi dite che è da auto vuol dire che possiamo riuscire a farvi andare fisicamente da qualche parte! Da oggi quindi potrei non mandare a fare in culo nessuno, gli do un nostro cd e quello sparisce con la sua auto.. hahahahahah, scherzi a parte non ho mai pensato a questo... perdonatemi, vi prego!!!

Pensate un giorno di cantare anche in italiano, per avvicinare nuove cerchie di pubblico o resterete fedeli all'inglese?

Mi spiace, per quanto sia estremamente allettante calcare le orme di Modà, Mengoni, Carta e gli altri, preferiamo rimanere sull'inglese. L'inglese è una lingua strumentale in grado di completare al meglio la nostra musica... poi il nostro cantante quando canta in italiano sembra un tizio indie neo melodico partenopeo. È purtroppo da quel lato il paese è più che servito. Oltre a questo ti dà la possibilità di farti ascoltare anche dal più pirla dei giapponesi. Vi immaginate un giapponese che ascolta il buon Tricarico? Non è possibile! Poi ci sono troppe "r" nell'italiano! Noi che invece puntiamo anche al Giappone abbiamo registrato una versione di “The quiet riot” senza "r" di modo che anche loro possano cantare le nostre canzoni senza sembrare scemi.


E di rimando, partendo da questa considerazione, che molti gruppi "passano" all'italiano proprio per questo motivo, come vedete la scena indipendente italiana... se c'è qualcuno che vi piace o che non vi piace?

Bene, la scena musicale italiana è dettata dai Talent show ed io non parlo di tv.

Progetti per il futuro, date live da segnalare?

Una di queste notti entrerò di nascosto a casa del nostro produttore Massimo Visentin e mi affiancherò a lui mentre dorme sussurandogli più volte queste brevi considerazioni: abbiamo materiale per altri tre albuuuuum; sono stufo di lavorare e poi tornare a casa a lavare cucinare ed accudirmiiiiiiiiiiii; mi servono soldi per lo psicologo del mio caneeeeeee...etc etc... Poi lui l'indomani ci chiama e si va in studio! Scherzi a parte, tra poco iniziamo a registrare il secondo album! Concerti che mi ricordo ,il 6 aprile al Fillmore di Piacenza ed il 26 maggio alla Fiera Internazionale della Musica a all'Ippodromo dei Fiori di Villanova di Albenga. Le altre date le trovate sul nostro sito: www.ordem.it


Note: la Band è composta da Dario Floro (chitarra) Dario Scalese (voce) Luca Garrone (chitarra) Matteo Garrone (basso) e gianmarco Rebaudengo alla batteria.

A questa intervista ha risposto Dario Floro.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...