Per la prima volta in italiano i Polar for the masses rilasciano un album importante concettualmente e musicalmente, tra testi declamatori e di denuncia abbinati a ritmiche oscure e ipnotiche, con un sound sporco quanto basta senza rinunciare quasi mai alla melodia, un album breve e intenso (8 brani più due intermezzi) a sancire la svolta italica della band che incomincia appunto da "Italico":"sembra che sia tutto quanto normale le masse che adorano ancora i giganti come si arriva alla fine del mese? tutto normale" riff ben assestati, col basso in evidenza, mood saturo e ritmica incalzante senza tralasciare le aperture melodiche del ritornello, si prosegue di pari passo con "Miseria e nobiltà": "misera vita volgare è un'orgia atavica" serrata ma molto orecchiabile, corposa, col ritornello che resta lì e invece avrebbe meritato un' esplosione "non ci resta che auspicare nell'audacia popolare", si continua su queste atmosfere con "Terrorismo e deejay": "maledico il falso perbenismo il mero conformismo" cantilenante tutta giocata sulla ripetizione ostinata, col basso ancora in evidenza che sleppa, non sarebbe dispiaciuta una qualche variante così in "Un uomo un voto": la differenza tra la vita e la morte non sei più tu" cantilenante come sopra ma meno scura e più incisiva nel ritornello rispetto alla traccia precedente, da qui in poi è un sentore di Joy Division che ci spalanca le orecchie, riarrangiato ovviamente come si conviene in "Laogai": con un sound anni 90 scarno ed essenziale molto Umberto Palazzo style per restare in Italia, "l'indifferenza crede terra bonsai per ogni tuo respiro pioggia a Shangay" e in"Wall street": come sopra ancora più cupa e marziale ma anche in "Ruvido": dove il basso torna in evidenza con la chitarra quasi sonica, una sorta di mantra efficace, " sono spesso affari miei nel mio ruvido" prima del finale di "Mia patria": dove i ritmi si diradano fra gli intermezzi "Risveglio" e "Drone"... dove "sembra che sia tutto normale e che prima o poi sentiremo la pace"... insomma la prova d'italiano è pienamente superata.
“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa. Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

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