Passa ai contenuti principali

Cesare Basile - Sette pietre per tenere il diavolo a bada



Bisogna masticarle, masticarle per bene e poi mandarle giù con un sol boccone queste pietre nuove di Cesare Basile.
Sette pietre per tenere il diavolo a bada”, uscito lo scorso marzo per la Urtovox, con la collaborazione di importanti musicisti come Rodrigo D’Erasmo, Alessandro Fiori, Enrico Gabrielli, Lorenzo Corti e Roberto Angelini…
Cesare Basile rilascia 10 brani che sono rocce scolpite dal calore della voce, scura e profonda, e dai testi impegnati e popolari, ricercati, immaginifici, ritrovati tra i tesori di una Sicilia antica, umile e generosa, saggia e sempre più perduta, come allora così oggi.
Un bluesman (si passi la definizione) legato da una forza ancestrale alla terra madre, così il nostro cantautore non può fare a meno di creare e recuperare, accostare suoni elettrici ad una chitarra pizzicata, sorprendendoci con una nenia che si perde nel tempo, tra le braccia di una madre siciliana, un ricordo offuscato e familiare.
E tra una ballata e un accompagnamento lento si schiudono violini e clarinetti portandoci su di un’altra dimensione, su una nuova costellazione. Ma nonostante la nuova visione prospettica il risultato rimane lo stesso.
Il sentimento di oppressione, il desiderio di un riscatto, la rivincita che non viene data mai, perché il potere sta sempre e solo da una parte.
“L’ordine del sorvegliante” rompe il silenzio, un ritmo percussivo annunciato da un clarinetto sussurrato, picchiettato continuamente dalla chitarra acustica e a tratti dalla xilofono preparano il terreno per quelli che saranno gli sviluppi successivi.
“che alle volte la canzone è un asino che raglia e l’amore una faccenda troppo delicata per lasciarla a voi..”
Una ambientazione simile, dai contorni country, ci racconta la visione onirica contenuta ne “Il sogno della vipera”. Questo rettile, sotto le cui spoglie si nasconde un demonio, ci ricorda Eva, la mela, la tentazione e la perdita del paradiso.
“con te ho provato a declinare il nome che stava in fondo ai graffi dei tuoi occhi…”
Si cambia scenario. Protagonista è “L’impiccata”. La musica si fa cupa, il ritmo è sempre percussivo, si srotola un tappeto di fiati squarciati e suoni campionati, le chitarre affiorano distorte e dissonanti procurando sensazioni ansiogene e ipnotiche. Il tono si fa più duro, più grezzo, aumenta la tensione e l’intensità.
“l’inverno è stato qui, si è preso il freddo…”
Eccoci di fronte ad un rituale. “Le strofe della guaritrice” ci portano, unitamente ad un coro di voci nere, tra i ritmi di possessione dell’africa nera cadendo  definitivamente nella trans, nell’ipnosi che il brano ha generato favorendo la catarsi. Siamo pronti ad andare oltre.
“e più ingoiamo più si ingrossano i vermi”
“E alavò”, siamo in Sicilia, il dialetto sussurrato di una ninna nanna antica si contrappone alla lingua italiana, sospesa, leggera.  Il tono si fa dimesso, l’orchestrazione si fa scarna, essenziale. Le corde pizzicate vengono raddoppiate dal tamburo e dalle cianciannedde, campanellini tradizionali.Aleggia un velo di malinconia e di nostalgia che si evolve, con pari dignità, dalla musica popolare a quella cosiddetta “colta”.
“e le ore sono immobili e illese..”
Un’orchestra balcanica accompagna le parole “Elon lan ler”e l’atmosfera cambia. Sembra di essere a teatro per assistere ad un’opera, un balletto russo di Tchaikovsky mentre sullo sfondo appare un’immagine, una foto, è Il Bacio di Robert Doisneau.
” mi disse un giorno va da tua madre uccidila e torna da me”
Ci risvegliamo dal sogno. Una musichetta allegra, un’orchestrina cubana di una squallida balera ci tradisce. Ritorna il numero sette. “Le Sette Spade” denunciano il sopruso subito dalla nostra protagonista. Già! perché ora è chiaro che la donna, la femmina è protagonista in questo lavoro. Nel bene e nel male, con tutti i colori e le sfumature che si possono usare per raccontare.
“tu mangi terra e loro mangian pane”
“Lo scroccone di Ciorian” ci ricorda che la festa è finita. Torna il tormento interiore, l’analisi introspettiva, torna il violino e il clarinetto, fedeli compagni d’avventura, perfetti nel sottolineare le sensazioni, le impressioni, le ferite.
“sono liberi solo i peggiori che si fanno mezzi poeti e si allenano al giusto ogni giorno disertando le strade della fatalità”
E come esprimerle ancora di più, ancora meglio. E’ il momento di affidarsi nuovamente alla cultura popolare, alla canzone dialettale, sanguigna, diretta, evocativa di un tempo lontano ma sempre uguale. Che con la forza della sua semplicità dice “pane al pane e vino al vino”. La Sicilia raccontata da Ignazio Buttitta e Rosa Balistreri in “La Sicilia havi un patruni” racchiude  il senso del disagio, contemporaneo, attualissimo, e Cesare Basile la prende in prestito, la rielabora, senza scalfirla e ce la dona nuova, viva come un fiore, dura come una pietra.
“un patruni sempi uguale chi la tene misa n’cruce e ci canta u’funerale”
E siamo ormai giunti al termine. “Questa sera l’amore a Catania” ci riporta dentro le sonorità del disco, ma questa volta più distese, quasi assorte.
Il viaggio è stato lungo, intenso, è il momento di riposare, di rilassarci.
Cesare Basile in poco più di un minuto completa la sua opera, condensa il pensiero nel fumo di un’ultima sigaretta, e si accomiata con lo stile e l’eleganza di uno chansonnier d’altri tempi.
” è una fossa scavata per lasciarvi cadere le cicche”

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Zen Circus e il nuovo singolo "Un milione di anni", il video

Il nuovo singolo degli Zen Circus, accompagnato dal videoclip ufficiale, è "Un milione di anni" e segna il ritorno della band toscana. Si tratta del terzo estratto da “Il Male”, il loro prossimo attesissimo album, già in preorder , in uscita in formato digitale il 25 settembre e formato fisico il 26 settembre, per Carosello Records. GUARDA IL VIDEO: CREDITI Produced by A71 Studios  Directed by Asia J. Lanni x Mòndeis  Co-Director: Francesca Bani  DOP: Sergio Bagnoli  Camera Op: Francesco Mancusi  Edit: Asia J. Lanni  Color: Sergio Bagnoli  Thanks to Boris Pimenov, Sartoria Caronte  Photos by: Caroline Tideman, Alice Pedroletti, Ilaria Magliocchetti Lombi, Maria Radicchi, Annapaola Martin ecc. “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo, scavando fino a trovare i nostri resti? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore? Esisteremo ancora? Sarà finita l’epoca manicheista del Bene contro il Male? Di que...