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Limitless di Neil Burger




Girato da Neil Burger come un lungo videoclip post moderno, alternando flashback, zoom e primi piani, arricchito da una fotografia quasi cyber punk, Limitless risulta un film avvincente, credibile nel gioco di immedesimazione del rapporto film/spettatore e nello scioglimento della matassa finale.
Il film aderisce a più generi, confluendo felicemente in quella che potremmo definire “fantascienza intellettuale”… del resto “Non siamo a Matrix” ammette candidamente l’io narrante Eddie Morra (Bradley Cooper),  come a voler sottolineare che qui di irreale alla fine c’è ben poco… infatti come accennato prima, se lo spettatore riesce ad abboccare all’amo lanciato dalle premesse del film, “una nuova droga capace di ampliare al massimo le potenzialità del cervello umano”, l’impianto narrativo, ricco, forse troppo e qua e la una maggiore scrematura in fase di montaggio, avrebbe forse reso il tutto più fluido, regge tuttavia e viene fuori alla distanza, perchè come il protagonista, anche la storia procede per accumulo di dati, informazioni, ricordi… “come un vero e proprio motore di ricerca”.
Per quanto concerne i protagonisti, ottima la prova di Cooper e misurata quella di De Niro, nella norma quella degli altri, con una menzione speciale per Andrew Howard.

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