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Lucy in the Sky with Diamonds



Forse erano solo diamanti. Forse solo il disegno di un bambino. Ma quando si parla del gruppo più influente della storia del beat-pop e del rock, i Beatles, niente è da dare per scontato. I fab four di Liverpool, gli scarafaggi più amati, hanno colorato le loro canzoni di significati, simboli e messaggi, talvolta esoterici, che hanno fatto impazzire anche i migliori critici musicali ed i giornalisti di mezzo mondo.
Qualcuno ricorderà la copertina del disco Abbey Road dove i 4 Beatles camminavano sulle strisce pedonali di quella che diventerà la strada più famosa ed imitata del mondo. Dall’immagine si può notare che l’unico a piedi scalzi è Paul McCartney e la  Volkswagen bianca parcheggiata a sinistra sullo sfondo  porta la targa “28IF” – “28 SE”, che viene interpretato da tutti come “28 anni Se fosse ancora vivo” e dando vita alla leggenda della morte… di Paul McCartney;
oppure per l’appunto la famosa leggenda sulla canzone “Lucy in the Sky with Diamonds”. Molti giornalisti alzarono un polverone, dichiarando che quel brano era un vero è proprio inno all’LSD perché le iniziali delle parole ne nascondevano il termine, appunto “Lucy”, “Sky”, “Diamonds”. Lo stesso  Paul McCartney ha dichiarato: con l’aria di chi la sa lunga la gente si fece avanti e disse: “bene, abbiamo capito, LSD”. Ma noi non ci avevamo pensato.
In realtà era successo che Julian, il figlio maggiore di John Lennon, aveva fatto un disegno a scuola e l’aveva portato a casa. Ebbene si, la Lucy della canzone era una compagnetta di Julian Lennon che lui disegnò con dei diamanti in cielo. Ma l’innocenza di un bambino non ferma di certo 4 geniacci come i nostri baronetti. Che abbiano giocato o voluto lasciare intendere questo è poco ma sicuro, visto che su questi significati reconditi c’hanno costruito un impero, il loro e quello delle generazioni musicali future. Ed è proprio il testo scritto di pugno da John Lennon di “Lucy in the Sky with Diamonds” che sarà messo all’asta a Beverly Hills il 14 e 15 maggio. Lo ha reso noto la casa Profiles in History qualche giorno fa, dicendo di aspettarsi che il testo venga battuto per oltre 200 mila dollari. Insieme alle parole della canzone c’é anche un disegno di quattro persone in una stanza con tende alle finestre.
Ma cosa aspettarsi da una canzone scritta per un album come Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band? Non certo che fosse una canzoncina per bambini tra “alberi di mandarino e cieli di marmellata” tra “fiori di plastica gialli e verdi”. Sgt. Peppers è un concept album del ’67, prodotto da George Martin il più psichedelico della storia.
Un album famoso soprattutto per la sua copertina più volte menzionata anche da altri artisti e che vede i beatles in primo piano in mezzo ai personaggi più influenti del nostro secolo appartenenti, tra gli altri, al mondo della musica, dell’arte, della scienza, come ad esempio Albert EinsteinMarlon BrandoKarl MarxEdgar Allan PoeSonny ListonLenny Bruce, Bob Dylan e Aleister Crowley. I “nostri” avrebbero voluto inserire anche altri personaggi che poi furono scartati come GesùAdolf Hitler e Gandhi, ma vennero esclusi per paura di ripercussioni e controversie.
Ma le leggende sui Beatles non finiscono di certo qui, tante sono le storie, i miti, gli aneddoti che si nascondono dietro le loro opere, i loro dischi e dietro le loro sessions che attirerebbero la curiosità soprattutto dei fan di oggi.

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