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Babalot - Non sei più





Da “Un segno di vita” del 2005, che seguiva “Che succede quando uno muore” del 2003, sono passati la bellezza di sei anni… al punto che molti si erano dimenticati di Sebastiano Pupillo/Babalot… che è appunto tornato di recente con questo breve ep “Non sei più”, sempre per Aiuola Dischi e cosa assai gradita in free download…
8 brani più una ghost track, compongono questo gradito e atteso ritorno, che conferma in toto, le qualità e possibilità dell’artista romano, il suo stile, che mischia Beck (nella produzione in primis), Gomez (per l’impronta folk psichedelica), Bugo (ovviamente per i testi , per non parlare dei paragoni con Beck stesso, fatti per quest’ultimo) per tornare in Italia e tanti altri… la sua genialità, nel comporre acquerelli sonori leggeri, scanzonati e vitali, urgenti, necessari nello stesso tempo, il tutto visto da un io distaccato, un po’ perso per i fatti suoi… niente di nuovo sotto al sole dunque, per chi ovviamente conosce i primi lavori di Babalot… una importante occasione per tutti gli altri, per conoscerlo.
Passiamo adesso in rassegna i brani che compongono “Non sei più”:
Paperino”: folk stralunato, con stop and go nel ritornello, uno dei brani di sicura presa… anche se il nostro fa di tutto per aggiungere colori e provocare un certo effetto sorpresa, nelle soluzione adottate … cosa che non dispiace affatto.
“Sei convinto di essere malato anche se magari non hai niente”
Bruciare”: il brano più pop, con ritornello killer annesso e coda vagamente psichedelica che ripete il ritornello…
“non ha senso niente che non sia bruciare non voglio fare niente che non sia bruciare Ieri ho comprato un brivido oggi ho venduto due zanzare…”
Andiamo a mare”: brano di certo meno immediato dei precedenti, sfumature country arricchite dal solito incedere saltellante, da filastrocca acida…
“Fai una foto alla mia mano che si sporge dalle fiamme Come a chiedere perdono di essere rimasto in panne”
Bisestile”: elettronica minimale, con una fisarmonica a far da contrappunto… per prendere di mira, le facce brutte, da cattive notizie da telegiornale…
“nessuno è mai crepato restandosene al letto”
Dante”: il primo singolo rilasciato, è il brano più immediato insieme a Bruciare…ma è anche quello che meglio riassume il Babalot pensiero, sia dal punto di vista musicale che da quello testuale… quindi ancora una volta a farla da padrone è il folk-country, con rimandi psichedelici… senza tralasciare un tessuto pop, cantabile, facilmente memorizzabile… riscontrabile un po’ ovunque nell’album, qui, esplicitato al suo massimo… il testo non fa altro che confermarne il talento compositivo, carico di humor amaro e disincanto.
“Se ti vanti di essere qualcuno, troverai qualcuno che ci crede… perché non c’è niente di più bello che farsi fregare in buona fede”
Gatto nero”: Gran pezzo, contraddistinto dall’incedere incalzante da marcia surreale e ritornello arioso…
“Un gatto nero bianco non è la stessa cosa, di un uomo intero rotto, di una pantera rosa”
Fiori blu”: suggestivo, retrò, nella strofa… morbido e convincente nel ritornello, atmosfera magica e amara al contempo, nel complesso ottimo l’arrangiamento, curato e ricco di suoni, senza risultare invadente

“mettiti la sciarpa e stai attento alle correnti di pensiero”
Maggio”: due minuti e mezzo, chitarra e voce lamentosa… a seguire ghost track (“L’uomo che eri non sei più”), ancora con la fisarmonica a far capolino, su melodia spagnoleggiante e voci in sottofondo… traccia che a dire il vero non aggiunge, ne toglie niente all’intero lavoro, che ci può anche stare visto il minutaggio scarso dell’album
“Come una lucertola sul prato spero di non esser disturbato prima che l’estate sia nel pieno”

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