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Notizie degli scavi di Emidio Greco



Un film che procede al rilento come i tempi dei protagonisti... che cerca la poesia, nei piccoli e maniacali gesti di Battiston... ma che si perde con lui, nei suoi vuoti di pensiero, nella sua perniciosa attenzione ai dettagli, che cerca di scacciare un'angoscia di fondo, che resta tuttavia ben salda addosso alla pelle degli interpreti, di questo "dramma piccolo" se vogliamo, intimista... che getta con pudore uno sguardo "su questi disgraziati" come si evince dai dialoghi ad inizio film... dove la soluzione finale è un'empatia sottaciuta, per quanto agognata... questi scavi da portare in superficie non sono per niente facili, tutt'altro... e il film risulta fondamentalmente gradevole, ma lento, lentissimo.. non scorrevole,  paga insomma una sua pesantezza di fondo nella fluidità narrativa... nello scorrere degli eventi... la poesia, l'armonia... ricercata e invocata dall'autore, finisce così inesorabilmente con l'implodere... il meccanismo, con l'incepparsi... con Villa Adriana sullo sfondo... e nonostante l'ottimo cast, troppe pause o tempi morti che dir si voglia, che se da un lato servono a denotare i caratteri dei personaggi, a delinearne i contorni, ad arricchire di patos lirico l'atmosfera, dall'altro appesantiscono pesantemente una trama  già di per se esile e povera di eventi... dove i protagonisti restano pressocchè ancorati ai loro modus vivendi, senza una possibile via d'uscita, incastrati in un meccanismo consueto e ripetitivo che porta come unica via d'accesso possibile, l'empatia appunto, quasi costretta... e la condivisione, di tale "disgrazia"...  
Una pellicola che per così dire arranca e ammanta delle pretese... che si intravedono anche luminose in alcuni passaggi, ma che non riesce fino in fondo a coinvolgere... restando "bloccata", nella sua "mancanza filmica" di fondo...
 E' pur vero che Emidio Greco non è un autore facile e la sua sparuta filmografia lo dimostra... e quindi non ci si attendeva di certo che cambiasse registro proprio adesso, oltrepassati i 70 anni, a maggior ragione, però purtroppo nonostante tutte le note positive che si possono trovare in questo film, a partire da una regia asciutta ed efficace, così come la fotografia e da un Battiston in stato di grazia, perfettamente integrato nel suo personaggio, ad un Ambra che a parte un paio di battute risulta ampiamente credibile, a una Iaia Forte assolutamente magistrale, nell'interpretare una maitresse ante litteram... i colpi di sonno, sono alla mercè... e rimangono tali, visto il procedere per accumulo di caratterizzazione e nel non assestare i giusti colpi "prettamente filmici" al romanzo di Franco Lucentini... una trasposizione cinematografica che si accartoccia su se stessa, con i tempi "lenti" del racconto, che creano si, dimensioni e punti di vista, ma subito fermi, congelati... e che sostanzialmente non riesce ad uscirne, rimanendo imbrigliata in un un condizionale  destinato a perire per mancanza di ritmo... a ragione del fatto che il film dura relativamente poco, un'ora e venti... noia e poesia "invocata", finiscono così per conciliarsi davvero in malo modo... 

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