J AX - Meglio prima (?)

“... vendo troppi dischi per finire sui blog” ma “senza nessun obbligo paraculistico” e alloraaa, vediamo di finirci una buona volta su un blog caro J Ax e... rap & roll dici? Beh magari come attitudine ...

Innanzi tutto cominciamo col dire che in questo "Era meglio prima (?) ci sono degli evidenti riempitivi che si potevano tranquillamente evitare, sedici tracce sono decisamente troppe, dieci andavano più che bene, restando il fatto che il rap & roll ci sia forse nei testi, ma nella musica... lasciamo perdere...

E alloraaaa!!!!! 



E allora sarebbe un gran bel disco che ammicca a sonorità tardo-dance, vecchia scuolaaaa, ( ad esempio, Jovanotti è uscito con un disco di dance aggiornata per restare in tema), con qualche incursione in meandri che restano al nostro comunque sconosciuti,  se non fosse dunque per un’eccedenza dei brani, che rasenta il facciamoci del male di morettiana memoria.

Eliminate alcune tracce, quindi, questo album apparirebbe alle orecchie dell’ascoltatore come un corpo quanto meno coeso, che piaccia o non piaccia questo è un altro discorso, ma davvero siamo costretti a parlare di un buon lavoro, “riempito di riempitivi” adatti forse a b side, che intralciano pesantemente con la ricezione dell’intero album.

Troppa carne al fuoco e troppa poca ricerca musicale a dirla tutta, visti gli intenti, nonostante alcune tracce risultino ben riuscite, l’appesantimento prodotto e l’appiattimento dei suoni, fanno si che questo disco rappresenti solo una tappa di passaggio del cammino solista dell’ex leader degli Articolo 31, anche se ci sorge prepotentemente il dubbio che a lui piaccia così, che sia ben conscio di quello che andiamo asserendo...  che sia questo, in tutto e per tutto il disco perfetto per Jax, che sia questo il terreno, per lui più congeniale ad esprimersi... fatto dalle dovute "pause" goliardiche e goderecce,  inframmezzato dai suoi cari anatemi...  e alloraaaaaa:  

“Ancora in piedi”: Jax con questa traccia d’apertura passa in rassegna i temi dell’album, che sono poi quelli storici dei suoi lavori soprattutto solisti, che si intrecciano con le ficcanti rime dedicate alla stretta attualità, una sorta di “E’ già” tanto per citare il Blasco che spadroneggia ultimamente su facebook, decisamente più riuscita, non manca ovviamente quel senso di rivalsa che muta nell’elogio del se, cosa tipica del genere e ribadito dallo stesso rapper tra l’altro, la base musicale è solida ma mai prevaricante rispetto al testo: 
“volevo libertà mi hanno dato la droga”

“Meglio prima”: quasi il seguito di “Vecchia scuola”, c’è tanto “mestiere” in questa traccia infatti, con un groove deciso e ammaliante o stiloso come direbbe il nostro, dove ancora passato e presente vanno ad intrecciarsi, rincorrendosi nei giochi verbali, dando un efficace quadro della situazione odierna, la miglior commistione riuscita:
“Jax era meglio prima, come se fosse colpa mia se non trombi dai tempi di Maria Maria”

“Musica da rabbia”: con video shock annesso, la traccia che ha anticipato questo nuovo lavoro del rapper, si rifà a “Snob” per quanto concerne le ritmiche pesanti e ad “Ancora in piedi” per le tematiche del testo... “e a me chi mi ammazza?!?!”
“sopravvissuto alle droghe di piazza porgendo la guancia, tanto non mi sentivo la faccia”

“Domenica da coma”: il secondo singolo, che è paradossalmente il primo, in quanto se la traccia precedente denotava le intenzioni del nostro... questo brano ne è la deriva pop perfetta, ad uso e consumo delle radio e delle classifiche, con la ritmica dance che ha contraddistinto i suoi brani di maggior successo come “Deca dance” per intenderci, senza tralasciare frecciatine ben assestate:
“ e odio a morte che domani si lavora, odio sti zombi tutti in centro, tutti in coda, in chiesa con la pelliccia nuova”

“I love my bike”: “ho il vizio di restare a casa, domani smetto”, Jax cita se stesso e meraviglia la bici come rimedio al traffico, la prende a metafora di vita per continuare a pedalare, efficace è il sound ma con tutta la buona volontà, non si riesce a prenderlo sul serio... l’avesse cantata Jovanotti ancora ancora:
“ e nonno diceva ringrazia Dio di aver avuto la bicicletta”

La notte (vale tutto): “... il pezzo più peccaminoso del momento” promette la voce narrante, con il rapper che disquisisce “del divertimento e dello sballo” e attinge per il ritornello niente meno che agli 883...  
“e tutto fa schifo, io sono al sesto chupito”

“Per una volta”: Jax continua nel solco delle ultime deludenti due tracce, decisamente troppo “easy”,  ma quanto meno qui si salva l’originalità del testo e l’orecchiabilità dell’inciso:
“per una volta che mi è andata bene mi è andata storta altre mille volte”

“Dentro me”: invocavamo profondità e il nostro dopo tre brani, facili o inutili che dir si voglia, ci accontenta, con un ritornello che è un pò telefonato, a dire il vero, ma è tanta roba rispetto alle ultime tracce e siamo di fronte a una presa di coscienza finalmente lucida e amara ma reale, arricchita da una chitarra secca e precisa, per forse il testo migliore dell’album:
“la pace e l’amore si ma solo a parole solo in una canzone poi è la legge del taglione”

“Tutta scena”: terzo singolo? speriamo, qui infatti, il nostro compie il connubio perfetto, gran testo, che ben si dipana con le ritmiche dance e stavolta senza cadute di tono... rifacendo “forse” il verso all’ultimo Fabri Fibra, nella parte finale del brano:
“niente paura è tutta scena e lui si sente solo come te...”

“Da Milano a Pizzo”: “rap & roll bastardo Jax va” invoca all’inizio... per il brano che ricorda gli ultimi esperimenti degli Articolo, decisamente verso lo ska... gran pezzo, anche se, vuoi soprattutto per la melodia del cantato, ricorda i Frank Head di Sanremo 2008 e la loro “Para parà ra rara”: 
“odio la gente che odia la pioggia e il vento... che guarda il cielo solo la notte di San Lorenzo”

“‘Na bomba”: ancora rap & roll annunciato nell’intro, per un brano interlocutorio, visto che restiamo in ambito dance e il testo è il solito anti proibizionismo spicciolo, a rigor di metafora, ne carne ne pesce alla fine:
“ hanno trovato la bomba nella testa dell’italiano medio”

“Farlo con te”: torna il Jax più easy e tornano i dubbi, tralasciando le rime... che scadono irrimediabilmente, ma c’è da aspettarselo, visto il tema... in quanto è una vera e proprio promessa di matrimonio decisamente sui generis, ma come ribadisce più volte “non ho tempo per la poesia”, puro diversemant, ma non si salva davvero niente in questi pochi minuti:  
“e lo giuro davanti al Signore, ogni giorno della vita mia, voglio farlo con te”

“Il mostro sei tu”: didascalico quanto basta, pure troppo, convincente a tesi... qualunquista a pratica... Jax dice la sua sullo “sbatti il mostro in prima pagina”, lodevole nell’intenzione, troppo facile nel risultato... anche per quanto concerne la parte musicale... un’occasione mancata, anche nell’ostentazione di far parte del contesto narrato ad ogni costo:
“e lo specchio che mi dice caro Jax, il mostro oggi sei tu”

“Italia minimal”: ritmiche rock e scretch, andamento che fa tanto patchanka... è questo il rap & roll invocato forse, il risultato in questo caso è semi- raggiunto, con tutti i luoghi comuni italici del testo (forse il vero limite del brano), che giocano a ritrarre una provincia e non una nazione:
“l’Italia s’è desta e gli italiani no...”

“Altra vita”: chitarra acustica da combattimento e un Jax pseudo cantautore arrabbiato, “è una missione amara ma è la mia”... senza fronzoli o orpelli, dritti al punto:
“anche se gli anni più innocenti li ho buttati via, non vorrei altra strada che la mia..”

“Reci-Divo”: Riprendendo i temi trattati finora e le ritmiche dure di inizio album, a rimarcare il fatto che “Sono vivo, fino al giorno che crepo”... Jax chiude citando, ancora una volta il rap & roll e lasciando ai posteri:
“la gente da ste parti s’è rotta la minchia”

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