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Dei Nuovi Animali - Musica Per Bambini




Il ritorno di Manuel Bongiorni e dei suoi “Musica per bambini” a tre anni di distanza da “Dio contro Diavolo” che segnava l’esordio per Trovarobato, ci mette intanto allegria e ci rende speranzosi “come bambini” di ricevere in dono il regalo sognato.
E adesso che il tutto è stato scartato anche se sarebbe meglio dire ascoltato, è un vero piacere parlare di un album così... così come?
L’aggettivo geniale sarebbe riduttivo, anche se l’effetto sorpresa, essendo al quinto disco come Musica per bambini, più uno solista... non fraintendeteci, stiamo dicendo che per così dire, tornando alla metafora precedente, che è il disco/dono, in cui speravamo e che ci soddisfa in toto... anche se inevitabilmente manca l’aspetto sorpresa, ma è davvero poco rilevante perchè ebbene si, papà e mamma, ci hanno accontentato.
E così il frullatore del nostro ci parla direttamente dal futuro e si impreziosisce di ospiti prestigiosi, tra gli altri Caparezza, Giovanni Gulino, Nicola Manzan... per restituirci un piatto ricco di contrasti che convivono spudoratamente e amabilmente, in un gioco di suoni e incastri, come specchi e facce di un’unica medaglia, che è poi quella dell’ottima musica, di ricerca, senza fossili e generi, di aperture, metriche e soprattutto mentali.

Prima di passare in rassegna i brani, questa la doverosa presentazione del disco da parte della band:

“L'essenziale è invisibile agli occhi” diceva Shakespeare.
Questo non c'entra assolutamente nulla con il nuovo disco di MusicaPerBambini.

“Dei Nuovi Animali è una finta cronaca da un finto futuro, ammesso che ne esista uno vero.
Non è una visione distopica della scienza, anzi, un auspicio che il futuro sia popolato da nuove forme di vita e non solo da laureati in conservazione dei beni culturali e marketing crossmediale.
E' una specie di concept, nel senso che tutti i brani sono ambientati nel futuro, ma quando, esattamente, non si sa. Infatti nel futuro si contano gli anni dalla nascita del Nuovo Animale, creazione dell'uomo, come ora si contano dalla nascita dell'Uomo, figlio di Dio. Roba da far rivoltare Cristo nella tomba di Darwin.
Ci sono anche 4 brani riferiti a storie dei giorni nostri per la verità, ma sono raccontati da spettri, o, meglio, finti spettri, o meglio ancora spettri simulati. Buh! Essi sono generati in un cimitero del futuro da un “simulatore di spettri” (vedi voce su wikipedia tra qualche decina d'anni) azionato da quattro allegri ragazzi vivi.”

“La bibbia della scimmia”: trip hop, jungle, hardcore, metal e chi più ne ha più ne metta:
“l’uomo viene dalla scimmia, dalla bibbia, si vede dai nasi, si vede dai cuori...”

“Tartarugola” [feat. Caparezza]: punk hardcore mischiato alle atmosfere da filastrocca alla Caparezza “appunto” e ai synth... azzardiamo che il testo si riferisca ad un artista sottoterra che nonostante tutto continua a far sentire la sua voce: 
“odi la mia voce, fa come ti dice, portami del cibo in superficie”

“Tavola calda periodica”: uno strano incrocio tra i Prodigy e i Marta sui Tubi, davvero ben riuscito:
“ci dovete per forza provare a vomitare”

“Il simulatore di spettri” #1 (il cimitero dei morti): gustoso siparietto totalmente parlato:
“oh no questo cimitero è pieno di tombe”

“Come la minestra”: il primo singolo che parte con un riff rock classico, alla I love rock’n’roll, ma che cita anche “Sei come la mia moto”... e addirittura De Andrè... disturbato, disturbante e contagioso, con ovviamente tanta elettronica e stop and go che aggrediscono... un pò Wolfango nei cori stonati:
“Sei come la minestra non piaci a nessuno”

“ GianTarlo [feat. Giovanni Giulino]”: se i Marta sui Tubi, un giorno decidessero di spingersi sul versante elettronico, suonerebbero così?
“si voglio roderti in testa testè e lo faccio soprattutto per te imparare la vostra paura dei mostri cos’è”

“- :)”: deliziosa cantilena sulla punteggiatura, assolutamente geniale, con un arrangiamento da piccola orchestra, intimo e incisivo nelle parti salienti:
“due punti parentesi chiusa”

“ Il simulatore di spettri #2 (barassiti)” : “se continuiamo a spaventarci moriremo di spavento”

“Amore di Marmo”: altra surreale cantilena elettronica, interrotta da chiuse metal... per aprirsi improvvisamente in un ritornello catchy alla Planet Funk:
“quanta vita quanta pena per un attimo di marmo”

“Uomo da laboratorio”: hardcore/punk, filastrocche elettroniche e ritornello pop in rapida successione ovviamente:
“sono anni che non studio niente per esser studiato”

“Quarto, naso mutante”: atmosfere da cartoni animati, con suoni e voci a corredo, per un’altra claustrofobica e surreale storia:
“disse la mamma chi ti ha donato di un simil naso?”

“Il simulatore di spettri #3 (tombe intelligenti)”: “ma non voglio morire il giorno del mio compleanno, ma il tuo compleanno è domani, sbrigati a morire”

“Il sogno del computer”: dal punto di vista del computer, con schitarrate metal alternate al solito pop elettronico, con queste ultime a prendere le distanze nel ritornello, “in quella notte che è morto il gatto”:
“... per scoprire come essere felici”

 “Ci vorrebbe una fabbrica”: “ballad post industriale” si potrebbe definire questo brano, che ha una costruzione ampiamente melodica, pop, infarcita di migliaia di suoni a ricreare appunto un’ipotetica fabbrica: 
“ci vorrebbe una fabbrica dove inventano musica che la sentano i feretri per parlare agli esanimi che ti dicano i numeri dei telefoni magici"

 “Nuovo animale”: quasi un combat folk/metal, con stop and go continui e i soliti suoni sintetici ad arricchire il corpus:
“come farò ad aver voglia di morire, ora che ho un corpo tutto nuovo”

 “Il simulatore di spettri #4 (happy tafio)”: allora in realtà noi siamo gli unici morti tra tutti i vivi, come in quel film Titanic!!!”

“Mappamondista”: i nostri affidano a un brano pop, con la chitarra acustica in evidenza, ovviamente arricchito dai “suoni giocattolosi ” tipici della band, la chiusura di questo ottimo lavoro: 
“oh mappomondista facesse più schifo, facesse quadrato, sarebbe gradito”

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