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The Guard (un poliziotto da happy hour) di John Michael McDonagh



Tralasciando l’orrenda licenza poetica italica per un titolo tradotto in modo ignobile... ma evidentemente i geni del marketing avranno voluto dir la loro... "The Guard" è un film godibile, corrosivo, incisivo,  non banale... una sorta di "black commedy western" calato in un poliziesco, dotato di una fotografia magistrale e di una regia che a tratti straccia applausi a scena aperta... la sceneggiatura purtroppo, d’altro canto nonostante la brevità del racconto, lascia qualche falla di troppo.
Un’operazione riuscita dunque a metà, che si affida a un “genere” e da qui forse  provengono le lacune del racconto, che ha un intrecciarsi convulso e sebbene voglia apparire lineare, finisce coll’impantanarsi o a non sviluppare bene i personaggi e le trama, anche se evidentemente punta tutto sulla verve del protagonista e il suo personaggio... Brendan Gleeson interpreta infatti un poliziotto che fa della solitudine la sua ragione di forza e che alla fine riesce a scongiurare i rischi "stereotipo e macchietta", che sono sempre dietro l'angolo, con un'interpretazione efficace, che non va mai fuori le righe, risultando credibile, cosa non da poco.
Purtroppo i temi sviscerati non vanno al di là della semplice accusa a un certo conformismo di massa e il tutto sebbene abbia spassosi momenti di “politically incorrect”, alla fin fine si riduce a un tentativo sterile... piacevole, ma che non va oltre.
Critiche a parte, che possono apparire ingenerose, specie trattandosi di un'opera prima, ma tant’è, The Guard è un film che si lascia vedere, che ha i suoi punti di forza nella figura e nella recitazione di Gleeson e in una regia, ribadiamo, perfetta e ricca di stile, ad opera dell'esordiente John Michael McDonagh, che fa ben sperare per il futuro. 
Rimangono casomai i  dubbi legati al titolo italiano, con il pubblico pronto a sorbirsi un remake di scuola di polizia... e a restare ovviamanete deluso a prescindere... 

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