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Niente da dichiarare? di Dany Boon




Se iniziamo dicendo che lo si attendeva al varco o alla dogana Dany Boon... del resto come ci preme a dire lui stesso "c'è una dogana anche per il paradiso" è un dato di fatto, il campanilismo sul quale il nostro affonda i suoi artigli ancor più è la ragione di base.
Dopo Giù al nord, il nostro ripropone i medesimi ingredienti, accentuandoli, ampliandoli, sfruttando anche il periodo storico in cui è ambientato, agli albori dell'europa unita, per ricavarne anche un affresco storico dove la tecnologia non è ancora del tutto arrivata... fatto questo, che ben si presta a divertenti digressioni sul tema.
Ma il nostro non si ferma a questo e rielabora finanche Romeo e Giulietta andando decisamente oltre le più rosee aspettative.
Per un film che non è alla fin fine più di tanto debitore del precedente, ma dal quale attinge comunque la superficie, per portare il discorso  altrove, per confrontarsi con temi per così dire più alti, che esulano dal campanilismo fine a se stesso, quindi ben venga la storia d'amore, ben venga a rigor di logica "l'azione" in senso filmico si intende, dove gli eventi, vogliono assolutamente dire e valere qualcosa.
Un film insomma delizioso, con dialoghi corrosivi e battute al fulmicotone:

 -perchè il cane ti annusa il culo?tutti i cani annusano i culi... magari avrà saputo che ho un cane
- perchè la finestra è aperta? perchè ho fatto la cacca
- Ma papà non è anche dei cinesi la terra? si ma non da questa parte qua

 che può godere di una sceneggiatura perfetta, che ha molte frecce nel suo arco... si passa infatti dai toni tipici della commedia a quelli addirittura dell'action movie al'europea per non far torto a nessuno, rimodulati efficacemente, di una fotografia sempre funzionale, di una prova attoriale senza sbavature anche per quanto concerne i caratteristi, che anzi aggiungono quel sapore in più che di certo non dispiace.
Un film dunque, assolutamente godibile e ben congeniato, che è un'ulteriore prova di bravura del suo autore, che qui affonda decisamente i colpi, portando paradossalmente gli stereotipi, che lo avevano caratterizzato in passato, al centro di tutt'altro genere cinematografico, reggendo l'impatto, per dimostrare nel corso della messinscena la validità dell'impianto filmico che regge la storia e che  si sottintende alle beghe dei protagonisti.
Non è da tutti, assemblare in modo così magistrale i temi più disparati e farli confluire amabilmente, tenendo sempre ben saldo il punto di partenza.
E' pur vero che il cercare di riprodurre un successo è quanto meno un adagiarsi in un certo qual modo sugli allori, ma è anche vero che l'industria cinematografica, non crediamo sia stata un facile lascia passare per le velleità artistiche del nostro, comunque questo film è un lavoro in ogni caso riuscitissimo, di cui magari non farne il remake, per noi italiani, sarebbe opera di buon gusto.

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