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Io?- Marco Notari




Marco Notari, pone nel titolo la domanda insita all’ascolto di queste tracce... ovvero Io? Quasi un senso di confusione di fronte a... tale, da non riconoscerne addirittura l’autore. Tanto effettivamente sono lontani i suoni marcatamente post/rock degli esordi, in queste atmosfere dosate sapientemente, dove vince a mani basse un gusto dell’essenziale, che è arricchimento sonoro e mai inutile orpello, ma minuzie, tocchi di classe, dispensati in dieci episodi, che hanno il sapore forte, quello si, di una elettronica minimal, di un per così dire “space rock” onirico e psichedelico, ricercato e intenso, che ben si sposano con le parole vive e piene di senso del nostro.
Un lavoro, questo, che ha il pregio dunque di una linea demarcata e precisa, in contrasto quasi paradossalmente ai “territori musicali e letterari” che il nostro stesso però tende ad esplorare, che pretenderebbero per certi versi un maggiore sviluppo, quanto meno sonoro... mancanza che si avverte soprattutto in certi arrangiamenti, nel dipanarsi standard di alcune soluzioni armoniche.. che finiscono per rendere il tutto si, un corpo omogeneo e ben strutturato ma anche ripetitivo e piatto per certi versi, pur rimarcando ben intesi, la qualità del tutto. 
Forse dipende semplicemente dal fatto della novità del nuovo percorso musicale intrapreso.
Occorre comunque un passo successivo insomma, che Marco Notari, siamo sicuri non mancherà di fare.


“Io”:delicata e ricca di elettronica minimal, la titletrack sembra voler far presagire il nuovo corso intrapreso dal nostro, con tanto di suggestiva marcetta finale:
un tempo per restare, un tempo per venire, un tempo per partire... noi due in un tramonto francese che abbaglia, che sembra eterno, anche se nulla lo è mai”

“Le stelle ci cambieranno pelle”: raffinata pop song, intensa e lirica, con Tommaso Cerasuolo (autore tra l'altro anche della copertina dell'album):
“perchè noi siamo diversi, bambini all’uscita di scuola sabato leggeri e mai più sommersi quei meccanismi subdoli quelle parole di nero rancore”

“La terra senza l’uomo”: ancora un impianto pop, dove l’elettronica la fa da padrona, per virate “space” nel ritornello:
“ed io per il mondo non esisto... e il mondo per me non esiste... la terra senza l’uomo sarebbe un posto più spazioso”

“Dina”: toccante storia, che si muove ancora una volta su territori elettronic/minimal, con un ritornello che fa tanto vecchia e buona scuola italiana: 
“volevi correre, le gambe si bloccarono e quando lui arrivò ti disse ciao, capisti che cosa è per sempre”

“Hamsik”: puro pop elettronico, decisamente ammaliante, specie per il testo “per sconfiggere la crisi di questi attaccanti che non sanno più fare goal”, disamina lucida e ironica il giusto, senza strafare, ma ficcante... uno dei brani migliori del lotto anche se il televoto non ci salverà da Hamsik”:
“il presidente sa quello che fa”

“Io, il mio corpo e l’inconscio”: semplice ballad, impreziosita dalle dinamiche armoniche in minore, che donano al corpus del brano, intensità a tutto tondo, “in questo tragitto imperfetto”:
“il corpo è ancorato al divano, un giorno lo lascerà li, l’inconscio è un bambino impaurito dai lividi...”

“L’invasione degli ultracorpi”: con Dario Brunori, pop straniante e sinuoso, con un ottimo ritornello, a farla da padrone sono in assoluto le parole del nostro, profonde e incisive:
“l’uomo ha paura del proprio fratello... per niente”

“Apollo 11”: “space ballad” “sospeso a testa in su davanti alla tv potrei ridere ancora”, brano avvolgente, che ha il suo apice nello strumentale finale: 
“tu sei la cosa per cui vorrei ritornare”

“Canzone d’amore e d’anarchia”: “e quando i potenti di questa stagione faranno ogni cosa volgare”, il testo che forse coniuga meglio la poetica del nostro e del suo gridare “Non siamo come voi”... altra ballad, che ha lo scorrere acqueo di un’immagine che man mano si auto definisce, a metafora un pò di tutto l’album:
“e quando gli eserciti e i nostri fantasmi verranno per farci del male noi cammineremo fra i loro fucili senza farci del male, anarchia, amore...”

“Io (reprise)”:chiusa finale che prosegue “la marcetta” con la quale si chiudeva la titletrack.

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