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I Torni non Contano - CarpaKoi



Giacomo Maria aka CarpaKoi, tra la Sicilia, l'Emilia e la Spagna, rilascia questa manciata di canzoni che sono più che altro appunti, schizzi, frasi... nel viaggio...  carichi di pensieri, storie, sapori, intuizioni, cose non dette... 
3 canzoni vere e proprie, di cui una in siciliano, pur nell’assenza voluta di arrangiamenti, che risultano essere un buon biglietto da visita, specie se il nostro saprà continuare nell’arricchire il suo corpus sonoro, di preziosi e piccoli accorgimenti o variazioni... insomma nel dare una veste anche lo-fi, ma comuque più compiuta e 3 strumentali... le prime due indissolubilmente legate e dedicate a Totò Cuffaro e la conclusiva e delicata Mothia... più una poesia “Mattanza”, che vede Xaber Iriondo, lo storico chitarrista degli Afterhours, tessere brevi trame "rumoristiche" per la voce di Giacomo.
Sono spunti alla fine, “per far riflettere” come ci tiene lui stesso a precisare,  che debbono essere incanalati in futuro per forza di cose... in una direzione che esprima la giusta compiutezza, che per adesso è rintracciabile nel malessere e nel disagio che i brani nel loro insieme vogliono esprimere...  per ora insomma è  “un bel disordine creativo” o se volete è semplicemente “freak-folk” come direbbe lui stesso.
Sul suo sito internet potete ascoltare l’album:

“Agenda rossa”: Cuffaro e il famoso discorso da Santoro e Costanzo, chitarra classica e armonica... per un’atmosfera di per se, come dire “surreale”?!? che il nostro carica abilmente di tensione emotiva:
“Avete costruito un’immagine della Sicilia... mi dica quali sono le accuse infamanti...”

“SaDisfaction”: “la soddisfazione” nei gemiti evocati, nei trenta secondi scarsi di questa traccia, si rivelano un eloquente commento al brano precedente, specie per i siciliani.

“Viviamo per i Weekend”: ”mentre i nostri riflessi tramontano sui palazzoni”... il nostro non si fa mancare niente, nel suo “freak-folk”,  voce sussurrata, chitarra classica e armonica a punteggiare, senza dimenticare le nacchere, dopo l’inizio che vede dei loop interrotti dal titolo urlato:
“approfittando della morte e dei saldi di stagione” 

“Racconto di Federica”: “aspettando che l’indifferenza andasse via...” Giacomo, gioca coi controcanti, affidandosi ancora una volta alla sua chitarra classica stavolta più ritmica e inserendo sul finale dei synth a chiudere il conto “e avere voce”:
“raccoglieva sempre vecchi giornali per trovare le parole e spiegare che in vita non esistono e le menzogne aiutano a sopravvivere”

“Mattanza”: poesia classica siciliana con Xabier Iriondo col suo tocco elettrico e disturbante, a impreziosire il sentito recitato del nostro.

“Jornu Novu”: chitarra acustica ed effetti vari e suggestivi, con un'accorata coda finale, “aspettando il giorno nuovo”:
“e poi, come si ci avissiro fottuto un pezzu di vita”

“Mothia”: una morbida linea di chitarra acustica, la voce di una ragazza spagnola in sottofondo e le onde del mare, chiudono questo ep.

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