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Intervista ai Rifkin Kazan

Lorenzo "Bana" Soldani(batteria)
Giacomo Manzini(basso elettrico)
Matteo Borghi(chitarra)
Pasquale Evarista(tastiere)
Francesco Giovanetti(chitarra,voce)
Enrico Calanca (fonico, sound Engineer)

Sono i Rifkin Kazan, che hanno rilesciato quest'anno l'ottimo “Bulgarian Nirvana Marasma”, noi per farveli conoscere meglio abbiamo realizzato questa interessante intervista con Lorenzo Bana Soldani:



Un pastiche di suoni davvero geniale, dentro ci si può trovare davvero di tutto, a noi sono venuti in mente tra gli altri, i Gogol Bordello, Le Loup Garou, Goran Bregovic, i CCCP, persino elementi crossover o addirittura progressive, specie in certi passaggi di batteria o in alcuni riff di chitarra, partiamo dai doverosi complimenti, per sapere come nasce e cresce un gruppo del genere a “Casa Ligabue”, perdonateci l’ardito riferimento... partendo dalla scelta del nome

Perdonando ovviamente l'ardito riferimento, partiamo dal fondamentale presupposto che Correggio è "Casa Ligabue" solo per il grande pubblico nazional-popolare, mentre in realtà dentro di sè Correggio è un cuore pulsante di musica alternativa di ogni genere, dal metal al noise, dall'indie al prog, e tantissimi sono i gruppi che amano la musica e si impegnano tantissimo, anche per non essere etichettati come figli di Ligabue :). Quindi sicuramente la nostra terra ha contribuito alla nostra formazione musicale; oltre a questo, ciò che rende il nostro genere così vario e ricco è sicuramente il fatto che ognuno di noi ascolta generi completamente diversi e a volte anche contrastanti fra di loro: perciò spesso siamo portati ad arricchire le nostre sonorità con gli elementi del background musicale di ciascuno, venendo incontro anche alle passioni musicali comuni.
Per quanto riguarda il nome, inizialemente era esclusivamente Rifkin, tratto dal nome dell'ecologista americano Jeremy:passati un paio d'anni il nome ci scontentava, e, invece di cambiarlo radicalmente come qualcuno fa, abbiamo aggiunto la parola Kazan', città russa, per questione di assonanze. Quindi dietro al nome non c'è nulla di studiato o voluto, sono solo 2 parole che ci piacciono assieme.



Bulgarian Nirvana Marasma... titolo alquanto curioso, volete spiegarcelo?

Così come il nome del gruppo, anche il nome dell'album è un'associazione di parole abbastanza casuale,unito alla scelta di volere utilizzare una title track. In realtà, però, è ricollegabile ad alcune nostre caratteistiche; Bulgarian richiama la nostra passione per le sonorità balcaniche/orientali, mentre Nirvana e Marasma sono accostate perchè sono un pò i nostri sentimenti nell'impegno musicale, dal caos del costante cambio di registro all'armonia e pace di alcune sezioni particolarmente riuscite.
Abbiamo cercato di incanalare anche questo significato nella copertina del disco, realizzata dall'amico italo-londinese Andy Rubbio.


Vista la grande quantità e qualità dei riferimenti musicali, come nasce solitamente un brano dei Rifkin Kazan? Partite da una jam, oppure il tutto è ampiamente “codificato” già in partenza?

Per la realizzazione del disco i pezzi sono stati creati in modo abbastanza convenzionale: partendo da uno scheletro di chitarre del brano, precedentemente composto dai rispettivi suonatori, il suddetto veniva discusso in sala prove e su di esse si poggiavano il basso, la batteria e le tastiere, infine la linea vocale. Anche il nostro produttore Enrico “Prozac” Calanca da una sua opinione e propone eventuali modifiche, specialmente per quanto riguarda arrangiamenti e soluzioni sonore.
Per i nuovi brani, stiamo provando a sperimentare una composizione più partecipativa da parte di tutti, fatta dallo sviluppo, anche jammato, di una idea o un riff particolarmente bello. Ai posteri l'ardua sentenza su quale sarà l'approccio migliore.


Anarchia in senso ovviamente positivo ma anche precisione musicale, sembra dall’ascolto che vi divertiate sicuramente un casino e i vostri live siamo sicuri, saranno una vera e propria bomba... “un costante scambio di energie”, raccontateci qualcosa, anche di curioso sull’aspetto live appunto

I nostri live sono sempre stati poco convenzionali, molto hardcore punk per certi versi, sopratutto per la presenza scenica, molto corse su e giù per il palco, urla, spinte e smorfie; d'altro canto spesso, come quando, ad un concorso, abbiamo suonato in pijiama perchè ci veniva valutato il look (commentando che avevamo indosso le nostre vesti migliori), o quando abbiamo messo il tastierista Pasqui in un bidone della spazzatura, abbiamo un atteggiamento sul palco e col pubblico che valica ampiamente nel demenziale in una ricerca di libertà espressiva totale: non abbiamo niente di pre-meditato o studiato. Siamo sempre stati un gruppo che ha amato esibirsi e coinvolgere il pubblico, facendo spesso anche salire i nostri amici e fan sul palco mentre suoniamo: è questo che giova sia a noi che a loro, il famoso scambio di energie, ed ciò che rende i nostri live curiosi ed appetibili!


Cosa ne pensate della scena indipendente delle vostre zone e in Italia più in generale?

La scena indipendente sicuramente c'è, come ho detto anche prima, e in molti casi è fatta di gruppi fortissimi, purtroppo è ancora presente l'imbarazzante fenomeno delle cover e tribute band, che infestano i locali e non si possono più sentire. Inoltre, in un ambiente come il nostro mancano 3 cose fondamentali perchè tanti gruppi validi facciano il salto di qualità: la scarsità di locali che valorizzino solo ed esclusivamente l'underground indipendente, l'interesse dei media e, sopratutto, delle case discografiche, anche quelle indipendenti, sempre fossilizzate sugli stessi artisti, sulle stesse dinamiche, e sopratutto sulla convinzione che se un etichetta vuole vendere dischi deve avere per forza un target, spesso rifiutando dischi belli e interessanti di artisti emergenti perchè "è troppo metal" o "non è in italiano". Credo sinceramente che se i nuovi metallica bussassero ad un produttore americano dance o hip-hop, quello gli direbbe sì in un amen, perchè leggerebbe la situazione come una possibilità, non qualcosa di "bello ma fuori dal suo target". Infatti per questo ci piacerebbe anche strizzare un pò l'occhio all'estero, ma si vedrà.


Il vostro album è in free download, non possiamo dunque esimerci dal domandarvi cosa ne pensate dell’impatto che ha avuto internet, la condivisione e tutto il resto, sul fare musica oggi in Italia, risvolti economici compresi.

Il nostro album è in free download perchè il gratis invoglia tutti a sentire un prodotto nuovo, specie se è un primo lavoro come il nostro.
Internet ha avuto un impatto a doppia faccia: positivo per chi come noi vuole farsi conoscere al pubblico più vasto possibile, negativo per chi, già affermato, sì è visto piratare il dischi da tutti.
Partendo dal presupposto che finchè trovi nei negozi di dischi Nevermind dei Nirvana, anno 1991, a prezzo pieno (22.80 sacchi), e i dischi nuovi a 25, la gente li scarica per forza, c'è chi non ha i soldi neanche per il pane. Ci vuol molto per un etichetta a capire che è meglio vendere 5 cd a 10 euro che 2 a 25? Mah...
Fare musica in Italia spesso comporta scontrarsi a 300 all'ora contro i soliti colossi che occupano tutte le arene, sia per i concerti che nei media, e sbattersi tantissimo per ritagliarsi uno spaziettino che ti permetta di dare e trarre gioia dal fare musica. E' quello che cerchiamo di fare tutti i giorni.


Domanda finale di rito, progetti per il futuro e quanto altro 

I progetti per il futuro sono presto detti: supportare allo stremo delle forze questo nostro bel dischetto, fare tanti concerti che ci permettano di conoscere luoghi e persone ancora inesplorati, fare dei nuovi pezzi cercando di maturare ancora (probabilmente sperimenteremo i testi in italiano) e, perché no, fare qualcosa all’estero.

Grazie e alla prossima, teneteci aggiornati

Grazie infinite a voi per questa possibilità, le domande erano belle e la mia logorrea ha avuto sin troppo spazio! 
Baci Dai Rifkin Kazan’!

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