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J.Edgar di Clint Eastwood



Fra bianchi e neri cinematografici, Clint Eastwood regala un’altra magistrale prova, scandagliando l'animo di J.Edgar Hoover, capo dell' FBI per quasi cinquanta anni, il suo ego, le sue ossessioni, le sue manie.
Atmosfere quasi noir avvolte tra le cadenze tipiche del dramma, che procede lentamente, marziale e deciso, con una forza/bellezza interna, che è puro stile, che sembra quasi rimanere li per farsi ammirare per il gran ballo finale, il vestito della festa è  di ordinanza per  applaudirne il genio filmico.
Grande cinema classico insomma, nonchè sociale e politico, impossibile non riconoscere come anche questa volta Eastwood sveli l'altra faccia dell'American Dream, mettendola brutalmente a nudo, come è il suo protagonista, nell'esibizione ridondante della sua stessa maschera.
Un film solido, strutturato come una casa d’altri tempi, con un Leonardo Di Caprio eccellente e una Naomi Watts in una delle sue migliori interpretazioni, narrativamente impeccabile, grazie alla sceneggiatura di Dustin Lance Blak e dotato di una fotografia sontuosa, opera di Tom Stern, il film risulta anche avvincente, nonostante ricalchi diligentemente il racconto auto biografico  sfruttandone ed esaltandone le peculiari caratteristiche. 

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