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La Talpa di Tomas Alfredson



Una spy story come Hitchcook comanda (con tanto di citazioni disseminate qua e la tra l'altro, a cominciare dalla musica e i dettagli sugli oggetti)... col vestito decisamente buono... intendesi qualità di mezzi e di attori (su tutti ovviamente Gary Oldmann... senza dimenticare Claran Hinds, John Hurt, Toby Jones e ovviamente Colin Firth), a cui aggiungere i movimenti di macchina di Tomas Alfredson, la regale scenografia di Maria Djurkovic, la splendida  fotografia di Hoyte Van Hoytema... per un risultato stilisticamente perfetto insomma.
Quello che forse manca alla fine della conta, è la capacità di emozionare fino in fondo nel corso della narrazione... che chiama a rispondere  in primis il soggetto di John Le Carrè... per intenderci se "la talpa" si scopre facilmente a metà film, tipico di Hihtccook, qui manca decisamente il sostegno dello spettatore a parteggiare per la rivelazione della verità... quello che faceva grandi i film del maestro... deficitario è infatti il trasporto empatico verso i protagonisti, perchè evidentemente siamo necessariamente di fronte a un'altro stile di film, omaggi a parte, oppure  semplicemente " è stata una scelta estetica, non morale a causa di quello che ha combinanto l'occidente" come ama ricordare la talpa alla fine... che del resto, continuando sulle citazioni..." mai cambiare la ricetta se no...ci vorranno ore per ubriacarsi con questo piscio di scimmia... e del resto si può essere gran bevitori ma anche grandi teste di cazzo"... "battute" in ogni senso e a parte, il film procede per accumulo inesorabilmente, con storie e personaggi che vanno mirabilmente ad intrecciarsi... sempre con mordente, accrescendo il pathos generale, che risulta eccessivo, troppo discorsivo forse in certi passaggi, dove il racconto a ritroso, perde un pò di ritmo,  per un meccanismo totale che va quasi a raggelare... non stiamo parlando di noia, perchè l'intreccio è fitto e ben costruito, ma ha mordente ad intermittenza ed è francamente poco comunicativo, quasi fosse troppo impegnato a far si che siano oliati i motori narrativi, che a sprigionare emozioni che dir si voglia e  a dir del vero, risultano alla fin fine, un pò macchinosi... che giochi di parole a parte, ridurre il corpus filmico di una mezz'oretta non sarebbe stato di certo male.
Ma nonostante tutto... è sicuramente un buon film, teso, coeso e ben congeniato e a maggior ragione, visto che attualmente è secondo al box office dietro al tragicomico "Viaggio degli Immaturi", non ce ne voglia il "cinema italiano", ma se proprio dovete spendrte i vostri soldi.. beh, che dire... del resto...  "ed è per questo che possiamo sconfiggerlo, perchè è un fanatico e i fanatici nascondono sempre un dubbio inconfessabile"... 

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