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Com'è bello far l'amore di Fausto Brizzi



Didascalico “all’inverosimile”, quanto meno veloce e con qualche sorriso stiracchiato qua e là... tirato per i denti... e ribadiamo “inverosimile... e in toto” e non c’entra la musica... e da qualunque punto di vista... la vicenda infatti e i suoi sviluppi filmici “inesistenti”, da sit com scadente, nel senso che abbiamo capito la sinossi qual’è... ovvero -”Vogliamo sviluppare questo paio di ideuzze alla buona?” Lasciano assolutamente basiti... snodandosi nell’annosa ricerca del regista di fare il verso italico o meno al cinema di genere”?”
Dove per genere si intenderebbe richiamare le commedie americane e non che hanno come tema centrale il sesso e che vanno di moda ultimamente... ma davvero, lasciamo perdere... perchè ovviamente e direttamente sui grandi schermi, con aneliti di a/moralità spicciola, dove si celebrano i divorzi, i trombamici, i single per una sera... come un film di Moccia adulto, Brizzi offre il peggio di se, davvero il suo film più brutto... coadiuvato finanche nella sceneggiatura, (altre menti brillanti per...) con tra l’altro un finale telefonato e stucchevole... ad aggiungere il nulla e “pettinare le bambole”.
Alla luce di ciò, appaiono ancor più insulsi gli scarsi dieci minuti iniziali e le critiche velate al cinema d’autore... perchè alla fine questo è il film di Natale, vero e proprio, girato tra l’altro bene, nel senso di “pacco regalo”, tra virgolette auspicabili e con tutti i luoghi comuni che “certi” spettatori vogliono trovare, ma è un insulto agli “altri” spettatori... senza dimenticare gli attori, con la Buy che si presta alla particina, come un Enzo Salvi qualunque... che mette solo tristezza.  
Dove solo De Luigi è quello che è... sopravvalutato a più non posso, per non parlare della Gerini, in preda al suo personaggio... il mago Forest non aiuta e la magia è al contrario, anzi, si presta anche lui, facendosi risucchiare, “macchietta”, come tutti del resto, a partire da Filippo Timi, motore (filmico), nelle intenzioni eppure anche lui, ingranaggio sterile, di tutto quello che un Fantozzi qualunque urlerebbe, ceci o no...

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