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Mad, bad, dead - Bungalow 62



Bungalow 62 aka Paolo Forlì, torna (uscita 20 marzo) a distanza di un paio d'anni con questo Mad, bad, dead... un gioiellino di rara densità intimista, condensato in mezz'ora scarsa, dove lasciarsi trasportare abdicando tensioni e difese, in balia di queste note cristalline e sognanti che spalancano le porte di un mondo interiore e gelosamente custodito. 
Un disco fatto di sussurri, pensieri taciuti, carezze all’anima, che non manca di emozionare.
Echi di Nick Drake in lontananza e di Syd Barret cosciente, ricorrono qua e la, senza disturbare, in un impianto folk di base arricchito da essenziali orpelli strumentali. 
Un disco che è anche paradossalmente difficile da descrivere e su cui si corre il rischio di sprecare parole... ascoltatelo:

“Browns focus”: delicata e bucolica, con un ottimo bridge finale:
"Marie Merciè rabbit felt hedgehog hat on my knees going back to her hachney flat"

“Monkeys and Camels”:acustica e psichedelica, con un crescendo da brividi:
"Snakes cgenga their skins like our whore... Al Gore and russians scream those shits as you really never heard before"

“Binoculars on sunday afternoon”: chitarra acustica che sembra un violino e violino in sottofondo, in un’atmosfera che rimane volutamente “sospesa”:
"meagre harvest murder'n'plunge the town"

“The two marshall”: un folk/blues essenziale e suggestivo:
"take an eye and scrap for scrap light a candle for our dead..."

“Mad bad dead”: pianoforte e chitarra, arpeggi appena accennati su cui il falsetto del nostro plana con assoluta maestria:
“She’s a Bill Russel fan, her shadow must be gone, it’s a real throb, the use to mob”

“Vision of J.”: con la voce di Jessica Enaudi e splendide parti strumentali... nient’altro che una dolce e carezzevole cantilena:
"and every time you play for me thousands rabbits jump on hills..."

“Joseph’s turpentine”:una melodia “decadente” tra rumori in sottofondo: 
"rainy days will come and pangs of hunger snikers on fishing line would take him down"

“The doorman”: pura ballad folk, semplice e preziosa, chiude degnamente questo ottimo lavoro:
""i'm not afraid of rainy foggy sunset maybe i like more than sunshine tunes"

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