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"Non credo di esser superiore anche io guardo Sanremo e come diceva Gandhi vincere e vinceremo" (Seconda Puntata)


Ce li hai? Ce li ho!!! (e non parlavano di Pocket Coffee)
Premesso questo, tra farfalle e collari artistici per così dire, la favola sanremese che tiene incollati uno spettatore su due continua... con le accuse “attese” “l’indignazione”... per intenderci, Celentano ieri aveva semplicemente detto... parlate di Dio, della vita eterna, date una speranza alla gente, che ce ne è davvero bisogno... e lasciate perdere le cose terrene... che specie in questo momento fanno così ribrezzo... era inevitabile, sentenzierete... come darvi torto... 
Ma polveroni a parte Celentano questa sera non c’è (Voto: Dieci alla sua Assenza) e lo scorrimento dello spettacolo in quanto tale e manifestazione canora è “Salvo”... ma soprattutto Francesco e Fabrizio, permetteteci la pessima battuta... ma a riprova del fatto, come avevamo scritto tra l’altro nella recensione del film, sono proprio le ottime performance dei nostri, nella breve durata di uno sketch televisivo ad emergere prepotentemente e a dare verve e ritmo al meccanismo festivaliero, senza pretese “di non so che” e senza parolacce o quasi, I Soliti Idioti fanno davvero una bella figura (Voto:8).
Al di sotto invece del suo standard, Papaleo, costretto forse anche dal copione...meno pungente e più ingessato (Voto:5,5), Morandi, è talmente “umano”, che non puoi che volergli bene e anche se nelle presentazioni con i giovani va un pò in confusione, il suo lo fa sempre (Voto:6+).
Senza voler ancor mettere in risalto il nostro incipit iniziale, ma la Canalis è assolutamente fuori luogo e “finta”, anche quando magari, poverina, è vera... come quando si prodiga nei ringraziamenti finali mentre l’orchestra attacca (Voto:4), la Rodriguez, che sa quanto meno cantare e anche ballare, sicuramente meglio di “Elisabetta nostra” e l’ha dimostrato lo scorso anno, ha comunque un altro stile, è sicuramente più empatica... anche se non ce ne vogliano i lettori maschili, poteva evitare di ostentare continuamente, diciamo così, “il tatuaggio”(Voto:5,5).
Ivanka Mrazova, che dire... nonostante “la flebile salute”, è stata spigliata, ma è senza dubbio l’ennesima vallettona “senza talento”... il balletto che come ricorda il buon Gianni ha provato tantissimo è alquanto esplicativo del concetto espresso (Voto:5,5 di incoraggiamento).
Martin Solveig, l’ospitone della serata, prima delle esclusioni, senza ovviamente giudicare il brano presentato “Hello” (Voto:4),  passa alla storia più per il suo “manager” da dodici anni, che fa praticamente “Albanese” da un Mai dire gol d’annata... e per l’entrata che regala zero sorrisi di Papaleo versione Dj (Voto all’operazione in toto:5).
E prima di passare in rassegna la categoria giovani e soprattutto “sconosciuti” come Erica Mou e Alessandro Casillo, ci preme sottolineare in primis l’eliminazione assolutamente ingiusta di Pier Davide Carone (vedi se tocca proprio a noi difendere uno di Amici e che ha scritto “In tutti i luoghi e in tutti i laghi” accoppiandosi con altre forme di vita come direbbero i Bluvertigo), un brano che anche grazie a Dalla, davvero ci è sembrato una spanna sopra a molte canzoni e che crediamo o quanto meno ci auguriamo, venga salvato e portato in finale... come a dire l’esatto contrario per i nostri tanto amati Marlene Kuntz, ci preme sottolineare che non abbiamo assolutamente fatto parte del coro che si indignava per la loro presenza al Festival, anzi, ci siamo quasi commossi nel saperli e vederli su quel palco, ma la delusione per il brano, da parte nostra è palese e come avevamo scritto anche ieri, era davvero la più prevedibile delle eliminazioni, così come quella della coppia Bertè/D’Alessio... improponibili... e ci fermiamo qui... non stupisce a dire il vero neanche quella della figlia di Zucchero, ci dispiace, (perchè per noi doveva uscire Emma, “lesa maestà”), ma chiamiamo le cose con il loro nome, lei sarà anche simpatica, ruspante e brava, ma per quale diritto divino sta su quel palco?

“Nella vasca da bagno del tempo - Erica Mou”: Di certo la Mou aveva scritto canzoni decisamente migliori, come “Giungla” per dirne una, ma in fondo “dicono che il meglio verrà da ora in poi”... certo che un ritornello che intona “Voglio diventare vecchia” è difficile da digerire, la canzone in ogni caso tra le altre proposte fa la sua figura: “lascio mettere agli altri gli orecchini pesanti” (Voto:5,5)

“Carlo - Celeste Gaia”: fresca con un incedere trascinante che ricorda Rosso di Niccolò Fabi nel ritornello e un testo minimal e intrigante, la sua eliminazione è una pugnalata: “non sono adatta al clima in questo spazio l’aria piano si avvicina, mi baci nel pensiero, penso se fosse vero ma le porte si aprono e ricordo di essere in Francia” (Voto:6+)

“Incredibile - Iohosemprevoglia”: un testo banale per essere gentili e un ritornello che il cantante (vedere l’esibizione) ritiene evidentemente una gran figata... per sua fortuna anche i votanti la pensano così: “c’è una ragazza e la cosa più incredibile è che l’amo” (Voto:4,5)

“E’ vero (che ci sei) - Alessandro Casillo”: quindicenne e giustamente emozionato non canta al meglio, il brano è quanto di più strasentito sul palco sanremese, ma evidentemente, visti anche i suoi trascorsi televisivi, è l’unico che possa insidiare la Mou nella vittoria finale, come a dire... non c’era neanche bisogno di farlo cantare: “perchè per te ho scelto qualcosa in più da vivere perchè per noi c’è sempre qualcosa che mi inventerei” (Senza Voto)

“Incognita poesia - Giordana Angi”: l’esibizione non proprio convincente e l’abbinamento assolutamente sfavorevole (vedi sopra), la penalizzano eccessivamente... il brano è un pò pretenzioso, ma di gran classe... meritava sicuramente di più:“perchè macchinari di emozioni mi attraversano sconvolgono senza spine senza fine, mai regina” (Voto:6+)

“La mail che non ti ho scritto - Giulia Anania”: e vince il premio per il titolo più brutto: ma non solo perchè dopo questo “divertente siparietto”, passando al brano in se, un incrocio fra la Pausini e Syria prima maniera... batte a nostro avviso anche Casillo, che è tutto dire:
“come vivi come mai poi non mi hai chiamata più temi sia un’altra voce a rispondere per me?” (Senza Voto)

“Guasto - Marco Guazzone”: anche lui vittima di una esibizione non memorabile, ha comunque un buon brano, rispetto alla sua diretta concorrente, con delle ottime parti di pianoforte  che purtroppo la sua voce (anche nella versione album) appesantisce e nonostante un testo discreto, non arriva alla sufficienza: “In quanti pezzi dobbiamo dividerci prima di arrivare a non riconoscerci più” (Voto: 5+)

“Sono un errore - Bidiel”: tralasciando i parenti illustri e lo scontro impari a cui erano sottoposti dall’assurda regola dei duelli, i “picciotti” portano un brano dal sapore anni ‘60, con un testo intelligente, pur con qualche ingenuità qua e la... che però nonostante le interessanti trame strumentali non ha picchi nel suo svolgimento:“tremo quando passo davanti a un metrò... gli altri mi disgustano e io cambierò... strada” (5,5)

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