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"Non credo di esser superiore anche io guardo Sanremo e come diceva Gandhi vincere e vinceremo" (Quarta Puntata)




Riavvolgiamo il nastro, partiamo dalla fine, ovvero da uno dei due vincitori annunciati per la categoria giovani, Alessandro Casillo, quindicenne dai capelli “improbabili” vince per davvero, mentre Erica Mou al grido di “Voglio diventare vecchia” si aggiudica il premio della critica Mia Martini... poca, pochissima roba tirando le fila, del discorso gioventù “rigorosamente presunta” sanremese.

Questa la personale classifica di Shake in merito:
1 Celeste Gaia - Carlo
2 Giordana Angi - Incognita poesia
3 Bidiel - Sono un errore
4 Erica Mou - Nella vasca da bagno del tempo
5 Marco Guazzone - Guasto
6 Iohosemprevoglia - Incredibile
7 Alessandro Casillo - E’ vero (che ci sei)
8 Giulia Anania - La mail che non ti ho scritto

Prima di arrivare alle eliminazioni dei big e di come sono maturate, da segnalare sempre alla fine, anche il gustoso aneddoto dell’incontro ravvicinato, con annesso scambio di liquidi corporei (pipì) con tanto di foto e strette di mano,  Papaleo/Morandi (Voto:8), una vera e propria chicca, raccontata con garbo, a testimonianza dell’ottima intesa raggiunta tra i due, un amalgama davvero perfetta per tutta la puntata... con il primo pungente ma mai eccessivo e il secondo sempre più a suo agio e sereno, mentre continua a rimanere un’incognita la bella Ivanka (Voto:4,5), uno strano mix in cui il sorriso “tutto gengive” di Letitia Casta e la risata celebre all’epoca di Ines Sastre si incontrano, ovviamente nel corpo statuario della modella.

Gli ospiti di questa sera tralasciando la classica marchetta del cast di Ballando con le stelle (Voto: 6 politico/aziendale), sono la Ferillona nazionale (Voto:5,5) che ne avrebbe da dire più di Celentano ma che difende il piatto dove mangia, ovvero i Cinepanettoni, una vera populista, come la comicità di Siani (Voto:6,5), non proprio originale ma quanto meno divertente e in più dimostra di saper come si tiene un palco e soprattutto il pubblico.
Gli One Direction, in una sorta di “pluricover” ci ricordano che se sono primi in classifica in Italia... beh qualcosa vorrà pur dire sulla stato della cultura di questo paese (Voto: 2 a loro e a chi compra i loro dischi).
Straordinari sulle note di Smells like teen spirit, Simona Atzori e David Garrett (Senza Voto per manifesta superiorità.

E veniamo così ai duetti, tanti quelli suggestivi che hanno migliorato di molto le esecuzioni dei contendenti, basti pensare ad Arisa e a Noemi, che grazie a Curreri e Giovanardi aggiungono nuove frecce al loro arco e il remix di Respirare, rigorosamente In alto mare del duo Bertè/D’Alessio(in playback?) fatto da Fargetta, che trasforma l’Ariston in una discoteca... in tal modo, con le parole messe in secondo piano e lo stravolgimento dell’arrangiamento paraculo, il brano effettivamente “respira” e così lo strampalato duo arriva in finale... bello anche il nuovo arrangiamento del brano di Renga, con il coro Scala & Kolacny Brothers, ma lui di certo non aveva bisogno di aiuti esterni.
Citazioni d’obbligo anche per la Zilli e Finardi e ai loro rispettivi partner, Giuliano Palma (con Bosso) e Peppe Servillo, anche se a onor di cronaca queste nuove versioni aggiungono poco o niente... ma ancor meno gli altri, da Dolcenera con Max Gazzè, a Carone con Grignani e via dicendo, infatti a parte il trittico citato in apertura tutti si sono limitati ad aggiungere un’altra voce, forse magari anche per non rischiare, come invece hanno fatto i Matia Bazar e un pò anche la Civello... quest’ultima passa da Shaggy alla Michielin, fresca vincitrice di X Factor, dando al brano tinte più jazzate, che lo migliora sicuramente, ma forse perde un pò d’appeal nel sentire popolare; per quanto riguarda invece i Matia Bazar, lo storico gruppo, al contrario dell’ottima operazione Bertè/D’Alessio, dà finanche troppo spazio al testo, recitato da Platinette in versione “nature”... testo che diciamolo francamente, vuole trasudare passione ma è un banalissimo concentrato di frasi e rime iper abusate; se poi ci si mette pure Platinette, tornando sulla gag dei Soliti Idioti: - “Volevo dire che io amo gli eterosessuali” a cui fa seguito un imbarazzato Morandi: “eh Platinette e anche... io... amo... gli omosessuali”, come a dire e che ti devo dire... (resta il fatto che evidentemente la gag Platinette proprio non l’ha capita... perchè era proprio a questo tipo di dichiarazioni macchiettistiche che si riferivano Bigio e Mandelli) allora per il gruppo l’eliminazione cominciava davvero a materializzarsi e così alla fine è stato.

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