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Quasi amici di Olivier Nakache e Eric Toledano



Senza alcun pietosismo: “Stai attento Philippe questa è gente che non ha nessuna pietà...
è esattamente questo che voglio: nessuna pietà”
Toccante: “Il mio vero handicap non è la paralisi ma il non avere più lei”
Ironico e divertente “Cerco una relazione tra spirito e spirito... ma se è una cozza, è una relazione tra spirito e cozza”.
“Quasi amici” (Intouchables), tratto da una storia vera, riesce nel raro intento di regalare un’intera e intensa gamma di emozioni, senza dar mai nulla di scontato, incollando lo spettatore allo schermo per pura magia narrativa, che si dispiega nelle pagine poetiche di questa storia, che è un inno alla vita e alla speranza.
Girato e scritto con assoluta maestria da Olivier Nakache e Eric Toledano e fotografato con immane perizia da Mathieu Vadepied,  con colonna sonora di Ludovico Einaudi, il film vede il contendersi la scena a colpi di classe, su toni diametralmente opposti, in una vera e propria gara di bravura tra François Cluzet e Omar Sy, dove il primo per sottrazione, il secondo per accumulo, procedono impeccabili, per quella che risulta essere una fuga dagli stereotipi nel nome dell’intelligenza, dell’arte, della bellezza... che fa riflettere e commuovere senza mancare di ridere con estremo gusto... 
una commedia brillante, rigorosamente politicamente scorretta, mai superficiale o banale, che mantiene intatta la sua tensione narrativa, che avvolge il dramma insito nella storia in se, per letteralmente trasfigurarlo con “pennellate” (da undici mila euro si intende) di vis comica, forza empatica, ritmo, energia “vitale”.  

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