Passa ai contenuti principali

Ogni cosa al suo posto - Il Maniscalco Maldestro




Terzo album ed ennesima conferma del caleidoscopio musicale firmato Il Maniscalco Maldestro, che di talento ne ha da vendere.
L’originalità della proposta supera facilmente lo scoglio del cosiddetto album della maturità e travalica ancora una volta i discorsi sui generi a cominciare dal termine crossover, che vuol dire spesso tutto e niente.
I nostri hanno ben chiara la forma canzone e da lì partono come sempre spediti per una destrutturazione mai fine a se stessa, giocano irriverenti con le attese dell’ascoltatore, stupendolo continuamente senza mai però deragliare nel non sense musicale, ma con un approccio ben saldo quasi da jam jazzistica, dove il corpus è saldamente nelle loro mani.
Per questo nuovo parto è decisa e intrigante la svolta elettronica, funzionale al progetto.
Per quanto riguarda i contenuti, siamo di fronte a una sorta di concept album, dove il tema ahimè è quanto di più attuale e sociale ci possa essere ed è sempre ben sviscerato con Urla urla e Un passo avanti che si staccano dal coro.
Undici brani più tre strumentali che scandiscono il tempo e il luogo metaforico dell’ascolto che ci riportano una band in ottima forma e che sicuramente non ha avuto ancora i giusti riconoscimenti di merito.

“Ingresso”: un riff ossessivo alquanto melodico, giocato sui loop e synth apre il terzo album dei nostri

“Tutto muore”: un funky elettronico, oscuro e venato di dissonanze noise:
"aspettare ed aspettare ancora, sotto i tuoi piedi non posso permettermi il tempo di aspettare mai"

“Urla urla”: “fare l’elemosina non è un mezzo per campare”... andamento reggae e chitarre tipicamente rock, il risultato è un crossover di natura elettronica,  per descrivere “la crisi” alla loro maniera 

“Esco di meno”: anche in questo brano i nostri giocano coi generi, dando vita a una strofa di stampo funky/rock con il botta e risposta della voce, ora filtrata, ora pulita, con improvvise accelerazioni quasi punk nella parte centrale, interessante poi la melodia del bridge e il susseguente finale strumentale, che strutturalmente ricordano certe dinamiche tipiche dei Marlene Kuntz:
“mi ritrovo a consolare la mia sporca apatia”

“Accendo la tv”:  mid tempo soul arricchito da un ottimo lavoro delle chitarre elettriche, ora potenti, ora sinuose... martellante il ritornello, suggestivo il cambio di tempo finale con atmosfere quasi western:
“ho corso stanco nei passi tuoi, hai detto torno per non tornare mai”

“Un passo avanti”:”diritti lasciati a morire per strada diritti per cui i nostri nonni son morti”... sulfurea e rarefatta cantilena “sociale” (uno dei testi migliori del lotto), condita da stacchi funky acido, che sanno di sberleffo

“Amore sposami”: una Summer nights  (Grease), irriverente e micidiale, con un occhio ai primi Blur:
“se domani poi ti svegli amore sposami”

“Il mondo diviso”: traccia strumentale, con gli slide delle chitarre, a sublimare la scissione con un pizzico di malinconia

“Ogni cosa al suo posto”: la titletrack, con un sound alla Prodigy, ricchissimo di suoni, con opportuni e suggestivi rallentamenti, che ben si sposano con l’impatto “convulso” di base:
“un barcollante circo in marcia una nave che affonda e fa tristezza soltanto sentire il sapore”

“Questa sera”: quasi un proseguimento della traccia precedente, a cui i nostri aggiungono la fisarmonica, western e dissonante e una parte hip hop d’assalto, per un risultato straniante ma assolutamente suggestivo:
“tutto tace intorno a me questo posto non è facile”

“La stoffa del campione”: “adesso siete in tante a darmi del buffone ma cosa posso farci se io non ho la stoffa del campione"... un folk country stralunato sul quale si innestano un ritornello pop altamente orecchiabile e riff di chitarra elettrica ben assestati.

“Colpi bassi”: scale arabe e chitarre acustiche, che esplodono nel trascinante ritornello, per un folk psichedelico d’assalto ottimamente riuscito:
"i colpi bassi poi fermano i passi tuoi e tu che arranchi con i tuoi granchi"

“Vento caldo”: con la fisarmonica in evidenza, una sorta di tango nostalgico e lisergico, con un accorato strumentale finale che non disdegna ancora una volta il cambio di tempo:
“come vesta bianca e immacolata io mi ricopro di lei”

“Uscita”: breve traccia strumentale, dove i nostri giocano ancora una volta a mischiare carte ed elementi a loro disposizione che conclude per così dire “la trilogia” e il disco stesso.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Zen Circus e il nuovo singolo "Un milione di anni", il video

Il nuovo singolo degli Zen Circus, accompagnato dal videoclip ufficiale, è "Un milione di anni" e segna il ritorno della band toscana. Si tratta del terzo estratto da “Il Male”, il loro prossimo attesissimo album, già in preorder , in uscita in formato digitale il 25 settembre e formato fisico il 26 settembre, per Carosello Records. GUARDA IL VIDEO: CREDITI Produced by A71 Studios  Directed by Asia J. Lanni x Mòndeis  Co-Director: Francesca Bani  DOP: Sergio Bagnoli  Camera Op: Francesco Mancusi  Edit: Asia J. Lanni  Color: Sergio Bagnoli  Thanks to Boris Pimenov, Sartoria Caronte  Photos by: Caroline Tideman, Alice Pedroletti, Ilaria Magliocchetti Lombi, Maria Radicchi, Annapaola Martin ecc. “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo, scavando fino a trovare i nostri resti? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore? Esisteremo ancora? Sarà finita l’epoca manicheista del Bene contro il Male? Di que...