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American Pie: Ancora Insieme di Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg



Analizzare un filone o meglio una "saga", permetteteci il neologismo, come American Pie, partendo con un piglio critico non avrebbe alcun senso... vi importa ad esempio di com'è la fotografia o se ci sono movimenti di macchina da far rizzare... "le antenne"??? Oh cinefili... o cinofili incalliti che non siete altro, il dubbio viene spesso... la prova attoriale c'è, i personaggi sono calati perfettamente nei ruoli, pantaloni e reggiseni compresi e a parte tutto, diciamo che il film è ben costruito, ha una sceneggiatura addirittura solida nei suoi seppur banali snodi, diverte in certi frangenti, (spassose peraltro molte scene) e trattandosi di una reunion non può (il film), non considerare “portante” la nostalgia, come leit motiv dell'intera operazione... ma ne esce decisamente senza colpo ferire.
Il film in se dunque si lascia guardare con la giusta spensieratezza, per quello che è... una sorta di franchising, che non smette di riproporre i personaggi e i thopos ad essi legati e le stesse situazioni comiche, “telefonicamente” in questo caso rovesciate, ma è normale, come dire, è persino giusto che sia così... e le aspettative si specchiano pacificamente con la visione globale del prodotto in se.
Tanto che sarebbe stato persino inopportuno calcare la mano su aspetti più seriosi, che pur si intravedono qua e la o approfondire le vicende dei protagonisti o tanto meno assurgere a metafore da dibattito pseudo sociologico i microcosmi proposti.
American Pie è quello che è insomma, lo sappiamo noi e lo sapete voi, quindi se andate a vederlo siete ben consci di quello che vi aspetta, come noi, del resto.
Possiamo altresì concludere, fatte queste premesse, che non resterete affatto delusi.

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