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Les Enfants




Atmosfere intime, che toccano rivoluzioni interne in primis, sfiorando la poesia "piccola", in ballad minimal che passeggiano nei propri territori interiori regalando squarci di speranza e voglia di un futuro migliore, ma che alla fine dei conti, fanno il giro e poi ritornano, restando chiuse in se stesse.
Una rivoluzione invocata e urlata al proprio io insomma, che implode naturalmente, per forza di cose.
Un ep gradevole sicuramente dove quello che manca è lo sviluppo, che sia armonico o prettamente strumentale, variazioni o cambi di tempo... qualcosa che accenda il sasso buttato nello stagno, tutto è racchiuso in una forma canzone che è nata per finire li nel suo incipit iniziale... un'istantanea, per un gruppo sicuramente valido che non può che migliorare col passare del tempo:

"Canzone nuova": "e neanche la morte ci toglierà la speranza" solennità d'intenti e dolcezza "e mentre cado sei sempre con me" si mescolano, tra sussurri e prese di coscienza, in un ambient scarno ed essenziale, sicuramente confacente, giocato su pochi accordi di chitarra e qualche inserto strumentale di contorno: 
"chiudete gli occhi ma spegnete la televisione"

"Io voglio bene ai miei amici": " e no non ho paura di dire no e no non ho paura di te", altra minimal ballad rigorosamente d'atmosfera con i vocalizzi impostati che possono ricordare Giovanni Gulino.

"Questa crisi finirà": "segui ciò che vuole il sogno abbine cura questo è il mio cuore fanne ciò che vuoi"... con una ritmica leggera, invasiva quel tanto che basta per farti muovere a tempo la testa, che procede con garbo, suggestiva e ammaliante con piccoli accenni new wawe:
"ti do tutto ciò che ho fallo anche tu non chiedo di meno"

"Piovono cieli": "Quanto tempo ancora?" Una lenta "scalata" per raggiungere la vetta che si dipana secondo il gusto e il mood sonoro dei nostri, che si ferma improvvisa a guardare la strada fatta e guardare nello stesso tempo oltre... questa traccia conclusiva racchiude un pò il senso del nostro discorso iniziale, dove infatti i tratti distintivi del gruppo, il senso di intimità, di poesia "piccola", di speranza, rimangono come contratti a forza dal non voler osare su un versante più strettamente musicale o armonicamente vario in soluzioni d'arrangiamento che non si evolvono mai del tutto, ma restano li come sospese, volutamente o meno.

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