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Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry



- "Non pensare a niente, questo è un ossimoro, come fuoco amico... io e mio padre facevano gara di ossimori" a spiegare intanto il titolo, non tradotto al meglio per l'edizione italiana e quando mai verrebbe da aggiungere, ma anche tanto altro,dove nel mezzo della ricerca cercare di dare un senso all'irrazionale, all'imprevedibile, "chiave" narrativa e non solo... per un film strabordante da ogni punto di vista lo si guardi, a cominciare dalle emozioni che trasmette, alle lacrime che se non siete dei cinici incalliti e senza cuore in due ore di visione vi scenderanno per forza, tanta è l'intensità emotiva che fotogramma dopo fotogramma Stephen Daldry  rilascia e rende splendidamente,grazie anche alla sontuosa fotografia di Harris Savides, così come la recitazione nel complesso dei "grandi nomi", Tom Hanks, Sandra Bullock, Max von Sydow, Viola Davis... ma l'assoluto protagonista è indubbiamente e naturalmente Thomas Horn, davvero perfetto.
Ma appunto l'eccedenza ahimè, finisce col saturare la pura narrazione filmica, specie nella seconda parte del film, dove la sceneggiatura di Eric Roth  mostra tutti i suoi limiti, non era facile trasporre su grande schermo il testo di Jonathan Safran Foer,  è bene chiarirlo, ma il pathos che via via si raggela con il quale il nostro scrive la storia poteva quanto meno esser meglio indirizzato, con snodi narrativi più efficaci e funzionali e meno scene pregne di significato fra virgolette, perchè i personaggi sono ben esplicitati già nella prima parte ed è inevitabile che nell'insistere si finisce col risultare troppo didascalici e l'opera nel suo insieme non può non perdere smalto.
Al di la di tutti i difetti che sono per lo più strutturali, quello che ne esce fuori è un film intenso e poetico, girato magistralmente, che è un inno alla semantica, data la sua varietà di testi e sotto testi, pardon di "chiavi di lettura", un romanzo di formazione sui generis contro le piccole paure di ogni giorno messe al cospetto delle grandi paure di sempre, dove per uscirne vincenti è necessario percorrere tanta strada e non abbattersi di fronte alle porte sbattute in faccia... "per alleggerirsi le scarpe una volta per tutte e volare davvero grazie a un'altalena":
- "e sono perfino contento di aver avuto una delusione che è sempre meglio che non avere niente"

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