Passa ai contenuti principali

To Rome with Love di Woody Allen



Nel suo ennesimo film cartolina, Woody Allen, non cambia di una virgola il suo schema, ovvero vedere la nazione di turno sotto gli occhi americani, così il nostro gioca con leggerezza col mito del "nostro" cinema (la grande commedia all'italiana e il primo Fellini) contrapponendolo al sogno (American Dream), in quattro bozzetti iper realistici, introdotti dalla tipica voce off del cinema italiano che fu e che rimangono dove sono, bozzetti per l'appunto, irrimediabilmente confinati tra sogno e realtà, ovvero cinema.
La struttura frammentaria non aiuta di certo e il collante di cui sopra perde aderenza svanita la sorpresa/stupore iniziale, come nel caso dell'episodio con Benigni protagonista, didascalico, sebbene sia l'unico a denotare un certo mordente critico, assolutamente privo di originalità e intensità è invece quello col "divo Albanese", che vuol essere un ritratto cinico e disilluso del "provinciale" in un mondo di squali che fa il paio con quello di Allen stesso impegnato a far entrare "Il sogno" nella famiglia italiana, appena passabile ma irrimediabilmente già visto quello con Baldwin "fantasma suggeritore".
Se Midnight in Paris era poetico, visionario e affascinante, To Rome with love è purtroppo una tesi di laurea scopiazzata qua e là, che risulterebbe sufficiente solo se l'autore non si chiamasse Woody Allen. 
Vi lasciamo con il classico aggiornamento del repertorio del nostro:
- Anche io ero di sinistra ma non ero comunista, non avrei mai potuto dividere il bagno
- Guarda che non gliene frega niente di quello che pensi tu o io noi dobbiamo solo pagare le tasse e vabbè allora pensiamo alle tasse
- Tu sei in pensione e associ la pensione alla morte 
- L'immagine per noi è tutto lei segue il calcio? NO
- Questi sono gli uomini più importanti di Roma... si la creme de la creme... la mia lista dei clienti
- Si fanno un sacco di soldi coi centri commerciali ti sei venduto... Come disse una volta un saggio le cose succedono

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Parenthood

Da 5 anni è una colonna portante del network NBC. "Parenthood" è basato sull'omonimo film di Ron Howard del 1989 ed è una classica saga familiare, che amalgama in maniera perfetta drama e comedy, riuscendo, e ultimamente accade di rado, a far sorridere e commuovere allo stesso tempo, il tutto grazie ad un funzionale cast. Tutti gli attori, dalla più piccola di appena 4 anni al più grande, il nonno Zeek, capostipite della famiglia, si sono immedesimati bene nella parte e sta proprio lì la forza di "Parenthood", che a ben vedere non è una novità, perché come tutti i comedy/drama non può avere chissà quante e quali stravolgenti innovazioni, ma malgrado tutto resta, senza alcun dubbio, una serie di altissimo livello, apprezzata molto dalla critica statunitense. La quinta stagione va in onda in questo periodo sulla NBC, e partirà sul canale Mediaset Premium Mya il prossimo 17 febbraio. La serie racconta le vicende della numerosa famiglia Braverman, che ...