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Project X Una festa che spacca di Nima Nourizadeh



Una sorta di festicciola che si trasforma in un mega rave, con una prima mezz'ora veloce e scorrevole con l'amico che filma tutto, originale quanto lasciamo perdere, che prosegue nell'autodistruzione più compiaciuta, con una dissacrazione che non affonda il coltello e con le pieghe che si fanno piaghe nel corso della narrazione. Perchè chiariamoci subito, è un film che non c'è, è quasi una sorta di documentario abbastanza banale sui giovani che si sballano e si divertono e finiscono col distruggere ogni cosa. 
Per quanto concerne la narrazione è un film che resta chiuso nella sua idea di base per fare il verso più che una critica vera e propria alle teen commedy coi nerd di successo, in modo assolutamente superficiale, per non dire scontato... che non diverte tra l'altro neanche un pò, che quando cerca una sorta di morale va a puttane letteralmente come ciò che rappresenta, ovvero il nulla, la vacuità più assoluta spacciata per... che le notti da leoni sono un capolavoro in confronto e american pie le sue risate le strappa ancora.
Basta poi con le funzioni diegetiche delle camere a mano, hanno francamente rotto e servono solo a nascondere mancanze di budget  quando quello che ci vuole è semplicemente un'idea e che sia nuova.
Il cinema verità torpiloquio, cruda essenza, scorretto eppur pieno, colmo di convenevoli, che riempie una sceneggiatura inesistente sintetizzabile in "oh my God, nel nano da giardino che ho rubato al mio spacciatore ci sono le pasticche e..." è francamente imbarazzante, per non parlare dell'happy end finale, che vorrà pur essere la critica definitiva a un genere, ma che noi francamente non comprendiamo, anzi... 

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