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Un altro me - Danilo Sacco




Tanta era la curiosità per questo esordio solista, inutile nasconderci sotto un dito, le polemiche conseguite all'addio ai Nomadi hanno fatto e faranno discutere ancor di più dopo il rilascio di questa opera prima, che Danilo Sacco affronta col piglio giusto,  da cantautore, screvro di orpelli ma non di buon gusto, rilasciando un lavoro solido che forse è un pò monocorde in certi passaggi o poco originale, ma che si rivela alla resa dei conti un inizio incoraggiante, togliendosi ovviamente qualche sassolino dalle scarpe lungo i solchi solo per rivendicare la sua autenticità artistica, tra amarezza, nostalgia, consapevolezza e soprattutto sincerità... che è la cosa più importante, perchè se dal punto di vista musicale non ci sono sorprese a parte qualche episodio come Dinamite o Mekong, la sensazione d'insieme che rimane dopo l'ascolto è quella in primis di uno che le cose da dire ce l'ha sul serio e le dice senza maschere, filtri e calcoli di sorta, non è poco sicuramente:

"Non cammineremo mai": con una ballad che procede per accumulo, senza mai esplodere del tutto, arricchita da vari inserti musicali, si apre il primo album solista del nostro dopo quasi vent'anni di Nomadi:
"e ci dimentichiamo a volte che la vita non fa male perchè siamo troppo stanchi per pensare"

"Un altro me": altra ballad, più pop cantautorale, più ariosa rispetto alla precedente, con le chitarre elettriche a infarcire il sound, non mancano nel testo accenni al personale:
"io sono te e tu sei me"

"Aprimi": "vado via"... con un ottimo lavoro chitarristico e una melodia non banale, uno dei brani migliori del lotto:
"io sono l'ingranaggio stabile, senza domande, senza perchè, un meccanismo come tanti che nemmeno sanno di esistere"

"Cane": "il banchetto è ormai finito ma non ho mai capito perchè solo per me"... con una ritmica più incisiva e le chitarre elettriche a serrare le fila, non è difficile riconoscere il destinatario dell'invettiva del nostro:
"lavoro come un cane per la tua casta... perchè non ti basta mai"

"L'aurora": "ciò che poi ci salverà sarà solo tolleranza"... intensa ballad poggiata sulla chitarra acustica che non smette di crescere grazie a un ottimo arrangiamento.

"Io mi ricordo": "anni fa giocavo a vivere quattro passi nella realtà, mille miglia nella fantasia"... con ancora le chitarre acustiche in evidenza, è una ballad circolare e a tema (io mi ricordo...) con momenti di stasi a sublimare la nostalgia ed altri di crescendo emotivo, fra amarezza e speranza:
"non so spiegarti con parole mie che invecchiare fa male, non so spiegarti con parole mie la nostalgia del cuore"

"Non ho che te": con la chitarra acustica portante, inframmezzata da inserti di pianoforte che diventano il cuore del brano ben presto, con un andamento solenne per la più classica delle dichiarazioni d'amore:
"vorrei rubare quello che ti rende più triste e sola"

"Io non lo so": "non ho speranza e nemmeno paura solo un pò di dignità"... vale per certi versi il discorso fatto per "Un altro me", riferimenti compresi... ci ritroviamo nel tentativo di spostare verso elementi pop lo sguardo, anche se stavolta la melodia degli stacchi di chitarra elettrica non sono proprio originalissimi e il seppur accattivante ritornello si rivela un pò monocorde.

"Dinamite": "Signore io ti dico ho paura di cambiare perchè ho paura di fallire"... una convincete e decisa virata verso territori blues, testo compreso... incisiva e trascinante:
"riflettevo dentro me che le uova nel paniere si potrebbero spezzare con il cuore"

"Mekong": stavolta è il pianoforte a reggere la profonda voce del nostro con la chitarra che va ad impreziosire il tutto, fra sapori anni '70, armonicamente eccellente con uno dei testi più suggestivi dell'album:
"dopo cento anni sono erba e albero che aspetta di fiorire quando tornerai"

"Non ho santi in paradiso": non poteva mancare la classica ballata folk popolare per chiudere i giochi di questo nuovo inizio, con la fisarmonica sugli scudi, per una sentita rivendicazione di purezza e dignità artistica:
"non ho avuto niente in dono solamente il tuo bel viso, non ho tessere o pedaggi, non ho santi in paradiso"

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