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La gente muore di fame - I Mostri



Un suono nel suo insieme potente e preciso, sicuramente d'impatto, ritmiche d'assalto e chitarre taglienti per testi intelligenti, fra punk rock e reggae eppure il risultato è essenzialmente pop, si tratta di una scelta non ci sono dubbi che non inficia sicuramente il valore dei brani di per se, ma che tende ad appiattire, a conformare in un certo qual modo il tutto... i nostri aggrediscono con gentilezza insomma, non è un difetto intendiamoci, la piacevolezza dell'ascolto è garantita, per i nostri gusti e vista l'eterogeneità della proposta e lo spessore dei testi, avremmo preferito che il gruppo virasse verso suoni più sporchi tra virgolette.
Detto questo, stiamo parlando di nove canzoni validissime che si fanno ampiamente valere, che hanno ottimi spunti strumentali e una certa varietà negli arrangiamenti... i testi di Pietro Di Dionisio sono la vera e propria cifra stilistica, perchè sono semplici e diretti, punk, nella loro intima essenza e arrivano forti e mai banali.

"Questa è la Mia Città": con una buona apertura melodica nel ritornello, si dipana la traccia d'apertura di questo esordio, con un ritmo reggae rock coinvolgente, con Roma a rappresentare se stessa ma perchè no, anche l' Italia intera:
"tu che hai fretta di vivere guarda come fa il Tevere che scorre sempre più lento"

"I Mostri":"quest'anno è trendy farsi le foto col drink in mano al cimitero"... tra continui stop and go e decise virate melodiche, il brano è da ascriversi al filone pop punk, manca qualcosa, un certo appeal paradossalmente proprio nel ritornello, si riscatta con un convincente intermezzo strumentale e un testo sicuramente interessante:
" e se ti dicessi che le finte lesbiche tatuate sono la moda dell'estate?"

"Cento Lame (Lupe Brown)": "l'ambulanza stasera suonerà"...  una riscrizione del brano dei Fratellis, l'atmosfera è scanzonata e divertente, il testo ironico e lucido, ben costruite e coinvolgenti le parti strumentali:
"che figura facciamo con l'America?"

"Scusa Se": "non riesco a farti ridere"...  altro brano di stampo pop punk, con un intermezzo reggae nella seconda strofa, potenza e cantabilità a nascondere l'amarezza del testo: 
"scusa se non ho un lavoro ma questo non è un momento d'oro, spero che mi capirai se non sarò mai il padre dei figli che avrai"

"Noi Non Facciamo Niente": "siamo persi"... verve punk e pura melodia ad ampio respiro, musicalmente niente di nuovo, ma il tutto è assolutamente trascinante per uno dei migliori testi di questo esordio: 
"c'è poco da scherzare dobbiamo lavorare"

"1982": "dormi amore qui non c'è nessun dolore"...  interessante commistione di generi, per un brano essenzialmente pop alla fin fine, dove ancora una volta sono le parole di Pietro Di Dionisio a risaltare:
"basta che nell'aldilà ci sia qualcosa almeno un bar"

"Camilla": "sono arrivati gli anni dieci e tutti sembrano infelici"... rock'n'roll e ironia mica male, trascinante e dissacrante:
"al mio funerale voglio un temporale e voglio una canzone che salga dall'altare"

"Piazza Trilussa": "ma come fai a stare sempre qui anche il lunedì?"... trionfo della melodia e uno sguardo lucido e nostalgico mantenendo ovviamente l'ironia di fondo:
"scappiamo via ... i laureati... gli architetti... la cocaina sugli specchietti... Piazza Trilussa, la polizia. alle tre e mezza è andata via"

" Che Italia è?": "la gente muore di fame ma io domani ho un esame e questo è molto più grave"... mischiando ancora una volta punk e reggae i nostri chiudono l'album con lo spirito che li contraddistingue... anche qui il risultato è raggiunto appieno:
"lavoreremo fino a ottant'anni e nemmeno andremo in pensione, che bella generazione"

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