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Rosetta - Bananalonga



Attivi da diversi anni i Bananalonga escono finalmente col primo ep, per la neonata La Vigna Dischi, mezz'oretta scarsa di suoni che ci catapultano direttamente in spiagge ridenti e affollate, con tanta voglia di ballare nonostante il caldo imperante, ecco possiamo dire che la band si propone come quel venticello leggero che ogni tanto arriva da non si sa dove e che in quel momento sotto il sole cocente è una benedizione. 
Irriverenti sin dal nome che è tutto un programma, i nostri giocano con perizia a restituire atmosfere lontane e spensierate, in un recupero di una genuinità che è andata perduta col tempo e negli anni, rimescolando con freschezza, surf, cha cha , messico, nuvole e haway... con Giovanni Gulino e Carmelo Pipitone dei Marta sui Tubi, Carpa Koi e Massimo Martellotta dei Calibro 35  che partecipano al cocktail "ghiacciato" servito dai nostri con divertimento e ironia:

"Radio Rosetta": sulla chitarra in stile hawaiiana di Carmelo Pipitone i nostri mettono subito le cose in chiaro, bloccando il flusso di notizie proveniente dalla classica radiolina... basta discorsi e paranoie, è tempo di vacanze.

"Garibaldi Surf": un brano che più che surfing rock definiremo quasi "Bronx", di toreri che sfidano il pericolo e di banjo anni '80... niente di innovativo ma divertente... anzi meglio rinfrescante. Trascinante la sezione ritmica per non parlare dei riff di banjo ed la chitarra alle prese con i tipici "palm mute".

"Juanito": più che i Beach Boys spesso i Bananalonga, con le loro sonorità, ricordano certi film di un Elvis Presley fresco di militare che si fa affascinare da ragazze hawaiane... la batteria scandisce un accenno di cha cha  che riporta alle balere di un tempo; da segnalare sempre l'ottimo lavoro chitarristico chiaro, pulito... che "nell'overture" piace, diverte con i suoi passaggi a mandolino... e suoni di sirene lontane... clap heands... un'atmosfera agrodolce pervade l'intero brano.

"The Mexican Cactus": anche qui un simpatico riff di chitarra elettrica che si insinua subito in testa, delicata e avvolgente e che fa venire voglia di ballare. La particolarità dei suoni dei Bananalonga è quella di essere secchi, netti; il brano vede la partecipazione di Massimo Martellotta dei Calibro 35.

"Tirariscio": sonorità anni 60' si mischiano a chitarre più anni '70...il brano è molto surfing rock, con alcuni improvvisi e suggestivi passaggi nei ritornelli, mentre la batteria tiene un tempo ska! Uno dei brani migliori del lotto.

"Bananalonga CC": impossibile restare fermi col brano manifesto della band, che vede anche la partecipazione al sax di Carpa Koi... si torna nei magnifici anni '60... italiani...ricordate Mina? ricordate Peppino Di Capri? Rita Pavone? La voce di Giovanni Gulino, altro illustre ospite, che scandisce poche frasi, con la sua estensione vocale non indifferente, è pienamente nei panni... i fiati donano al brano un'aria da "Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte"... il coretto "Dududuap" sullo sfondo della voce è molto ironico... un vero e proprio sberleffo condensato nella frase che chiude il brano: 
"prendila tutta... la mia vita... finchè lunga... vita avrò"

"Strange Wave from Paolini": un'onda anomala... a Paolini, zona del marsalese... l'intro silente ci annuncia una ballad... un altro ritmo cha cha  piacevole, dove ancora una volta i fiati colorano una dolce e sinuosa chitarra... che emana letteralmente "calore", ma anche nostalgia, forse sui ricordi di un'estate che è finita troppo presto... come del resto questo disco.

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