Passa ai contenuti principali

Intervista con Mario Venuti



Ci troviamo ancora una volta nel backstage dell'Arterìa Festival che si è svolto dal 10 al 12 agosto sul lungomare ericino a Trapani con un grande successo di pubblico, Mario Venuti ha appena finito il soundcheck e ci accoglie coi suoi modi rilassati e cordiali, quello che ne esce fuori è una chiacchierata piacevole che siamo certi non mancherà di interessarvi:

Partiamo dal tuo ultimo singolo “Fammi il piacere”... che prosegue in qualche modo il discorso intrapreso da Carmen Consoli e Franco Battiato, restando a Catania, ma anche Venditti ha detto la sua...

- Ah, vero, non ci avevo pensato, anche loro hanno fatto un brano così. Evidentemente negli ultimi tempi la mercificazione del corpo femminile in tutte le sue forme, è lampante e questo non può che ispirare e scatenare reazioni... musica, canzoni. 

Un’accusa alla politica attuale sotto forma di sberleffo, tra l’altro il brano è fresco, è estivo... è una hit perfetta, in tal senso ricorda “Veramente”

- Dici? Si possiamo dire che è uno sberleffo alla politica attuale. 

Parlavamo prima di Consoli e Battiato, torniamo un pò agli inizi e al nome di Francesco Virlinzi che ha catalizzato la scena musicale catanese in primis ma che ha avuto un eco davvero notevole in termini di qualità assoluta... ecco, è impossibile oggi ripetere un’esperienza del genere?


- E' stato un periodo felice dove si sono incastrate persone illuminanti, artisti ispirati, sicuramente un momento favorevole artisticamente, momento che oggi non esiste più, sembra quasi che oggi fare musica significhi fare volontariato! I cd per le nuove generazioni, sono come i grammofoni per noi! 
Per non parlare degli ultimi negozi di dischi rimasti... una volta non era così, i negozianti stessi ti facevano scoprire cose nuove... il negoziante  non è solo un venditore, ma è anche e soprattutto un appassionato, un conoscitore. Pensa che a Catania sono solo rimasti in 2 i negozi di dischi. Uno di questi fondò anche un'etichetta. Oggi sono quasi scomparsi. 


Se non sbagliamo quest’anno hai fatto trenta, considerando l’esordio coi Denovo?

- E si... perchè nel 1980 ho partecipato al festival di Bologna, il primo disco è stato pubblicato nel 1984 ma il debutto ufficiale dei Denovo è stato nel 1982. 

Sei sempre stato alla ricerca della canzone pop perfetta in qualche modo, non per niente spesso i Denovo venivano accostati ai Beatles? 

- Si e continuo a farlo in una forma che continua da sè... cerco di trovare un nuovo linguaggio... Il Brasile è stato un periodo felice e prolifico per me. Adesso c'è la voglia di riscoprire la scia europea della musica, del resto la musica è un giocattolo con cui puoi sbizzarrirti. 


C’è un brano a cui sei più legato?

- Credo che "Fortuna" sia la canzone che mi rappresenta meglio e che condensa tutto il mio vissuto

Tornando ad oggi, romanticismo contro le brutture del mondo?

- Il romanticismo quello puro, quello originario... sono partito da Donizetti e i personaggi mossi in un circolo in cui vi è l'idea “dell'elisir d’amor”, mi è sembrato che fosse insito nella natura umana.
Mi riferisco all'amore che si è conquistato, al romanticismo vero, un motore di passioni, è un desiderio, come dicevano gli antichi latini, un desidero che muove il mondo.

E per quanto riguarda la frase cardine dell’album: “Io credo che l’amore non è quel che abbiamo ma quello che ci manca”?

- E’ nella natura umana non accontentarsi mai e quando si raggiunge un risultato, l’appagamento è dietro l’angolo e quindi è l’uomo stesso ad andare oltre cercando appunto quello che “ancora” gli manca

Hai collaborato con moltissimi artisti nel corso degli anni, c’è ancora qualcuno con cui vorresti collaborare o sei hai un sogno in tal senso?

- Si certo e penso che tutti gli autori desidererebbero scrivere una canzone cantata dalla grande Mina. Anni fa lei voleva cantare "Fortuna", ma poi per una serie di cose, per la tonalità particolare, non è stata mai inserita tra i suoi brani.

Una piccola curiosità, nel disco c’è una dedica a Pino Donaggio

- La dedica della canzone "L'ultimo romantico" è a Pino Donaggio perchè lui scrisse negli anni '70, una canzone che si intitolava proprio "L'ultimo romantico". Siccome spesso molti autori fanno citazioni colte, io ho fatto citazioni "basse", o meglio della cultura più trash, anche se non è il termine più adatto nel caso di Donaggio, ma diciamo che ho voluto fare una citazione attingendo dalla cultura popolare ecco. 


Parliamo del tuo sodalizio con Kaballà, che dura da tantissimo tempo

- Kaballà lo conosco da tantissimi anni. E' innanzitutto un cantautore che ha avuto ed ha un ruolo importante sia per me che per la scena catanese, è un deus ex machina, grande amico di Francesco Virlinzi. Quando Virlinzi andava a registrare a Milano, la casa di via Mantova  era il suo quartier generale. Con Kaballà abbiamo firmato vari brani, anche molto intimi come "La virtù dei limoni" o "Echi d'infinito" di Antonella Ruggeri. Devo dire che ci siamo divertiti molto. Kaballà ha sempre scritto per me, è naturale che lo facesse anche nell'ultimo album. E' una vera e propria collaborazione. Mi conosce da così tanto, non ci sono filtri tra di noi. Le canzoni nascono in modo semplice, spontaneo, appunti e chitarre... Io gli racconto cose mie e lui li capta perfettamente, in primis perchè c'è sintonia e conoscenza profonda, è un grande scambio empatico e poi lui è molto bravo a trovare sempre la chiave di lettura giusta.

N.B. La direzione di GrandiPalleDiFuoco tiene a ringraziare oltre che l'artista anche lo staff organizzativo dell'Arterìa Festival

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Zen Circus e il nuovo singolo "Un milione di anni", il video

Il nuovo singolo degli Zen Circus, accompagnato dal videoclip ufficiale, è "Un milione di anni" e segna il ritorno della band toscana. Si tratta del terzo estratto da “Il Male”, il loro prossimo attesissimo album, già in preorder , in uscita in formato digitale il 25 settembre e formato fisico il 26 settembre, per Carosello Records. GUARDA IL VIDEO: CREDITI Produced by A71 Studios  Directed by Asia J. Lanni x Mòndeis  Co-Director: Francesca Bani  DOP: Sergio Bagnoli  Camera Op: Francesco Mancusi  Edit: Asia J. Lanni  Color: Sergio Bagnoli  Thanks to Boris Pimenov, Sartoria Caronte  Photos by: Caroline Tideman, Alice Pedroletti, Ilaria Magliocchetti Lombi, Maria Radicchi, Annapaola Martin ecc. “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo, scavando fino a trovare i nostri resti? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore? Esisteremo ancora? Sarà finita l’epoca manicheista del Bene contro il Male? Di que...