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Intervista con Mauro Ermanno Giovanardi



Siamo nel backstage dell'Arterìa Festival che si è svolto sul lungomare ericino a Trapani dal 10 al 12 agosto, con un grande successo di pubblico; Mauro Ermanno Giovanardi ha appena finito il soundcheck e ci accoglie "preda anche lui del gran caldo" coi suoi modi gentili e cordiali; il tempo di trovare un paio di sedie e partiamo a raffica, del resto non aspettavamo altro:

Tutta la tua carriera è sempre stata contraddistinta da una continua ricerca musicale, un percorso artistico che è sempre andato avanti arricchendosi sempre di più, sin dai Carnival of Fools passando per i La Crus con i quali non hai mai fatto per così dire dischi “uguali” e adesso anche da solista, A cuore nudo e Ho sognato troppo l’altra notte sono infatti due lavori ben distinti...

- Sono sempre curioso e penso che se ci sono canzoni nel disco nuovo che potevano stare sul disco precedente, per me è una sconfitta. 


Ho sognato troppo l’altra notte è un disco orchestrale, ricco di suoni ed emozioni, un disco che guarda alla grande musica italiana di un tempo,  possiamo dire che in qualche modo hai realizzato il tuo sogno?

- Si è un disco che volevo fare da un sacco di tempo, ho addirittura iniziato a progettarlo nel 2003, ma la Warner, la casa discografica per cui uscivano i miei dischi, non mi diede la possibilità di farlo. O meglio, prima mi disse di si e poi mi disse che non potevo. 

E in quest’ottica rientra anche il fatto che a Sanremo sei andato come La Crus benchè...

- Dipendeva dal fatto che mi sono fatto fottere da Gianni Morandi quando ho partecipato al festival di Sanremo nel 2011, ricomponendo per l'occasione i "La Crus" con Cesare Malfatti, considerato che ormai avevo intrapreso la carriera da solista. Morandi più volte mi ha chiesto di partecipare ed il brano "Io confesso" era quello giusto. A Morandi sicuramente ha fatto gioco, perchè voleva fare un festival di qualità giustamente, ma a me mica tanto. Il problema infatti, è che 5 milioni di persone conoscono la canzone "Io confesso", come brano dei "La Crus" e non di Mauro Ermanno Giovananrdi e questo è stato un danno. Anche quando sono arrivato qui in aereo, all'aeroporto mi hanno fermato come "quello dei La Crus".


Hai fatto molte collaborazioni in passato, penso a Carmen Consoli o a Viola, ce ne saranno in futuro?

- Non so se farò altri sodalizi in futuro nei miei album, si può darsi, boh... "comu veni si cunta"!

Sarebbe fantastico un album di duetti con voci femminili, credo si sposino meravigliosamente coi toni della tua voce

- In effetti me lo chiedono in tanti... chissà!

Come vedi la scena italiana attualmente, chi ti piace, partendo ovviamente da i Non Voglio che Clara?

- Degli artisti della scena indipendente mi piace molto Dario Brunori, i suoi pezzi forse non sono nuovi musicalmente parlando, ma mi piace, come mi piacciono i  Virginiana Miller. 
E si, anche i "Non voglio che Clara", tra l'altro dal vivo  faccio un pezzo loro che si chiama "Le paure".


E più in generale cosa ne pensi della discografia attuale... è francamente irripetibile un’esperienza come quella in cui sei stato protagonista tu, della Vox Pop ?

- Oggi tutto è cambiato nel mondo della discografia. Parlare di rilancio del mercato, di dischi... sono cose passate che non tornano. A cavallo tra gli anni '80 e '90, c'era una forte passione intorno al mondo della musica davvero impressionante. Le major sono destinate a scomparire. I dischi che prima ti compravi, adesso te li puoi scaricare, puoi scaricare quello che vuoi. Quando eravamo ragazzini ci riunivamo per ascoltare i dischi insieme, magari ci si fumava qualche canna... adesso invece, i ragazzi di oggi stanno davanti ai video-giochi, si impasticcano di ecstasy o altro. E' cambiata la concezione, è cambiato tutto. 
Ti faccio un esempio, quando il fatturato mondiale dei video giochi è iniziato ad essere maggiore rispetto a quello della musica, le cose sono cambiate. Oggi nella musica si investono sempre meno soldi.


N.B. La redazione di GrandiPalleDiFuoco tiene a ringraziare oltre ovviamente all'artista anche lo staff organizzativo dell'Arterìa Festival.

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