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Roberto Roversi (Bologna, 28 gennaio 1923 – Bologna, 14 settembre 2012)




Il giorno di domani 
sarà tutto per te 
un goccio di caffè 
una zaffata di vento 
prima di voltare la testa conterò fino a cento 
ma oggi, oggi è un giorno di festa 

Domani domani domani 
Domani domani domani 

Già oggi è domani, 
sabbia e sole per te 
acqua verde per me 
miele su antichi dolori 
dentro l'abbaiare dei cani con violenti colori 
scoppiano cieli e lampi lontani 
caldo da terra bruciata 
caldo da terra... 

La macchina è agrippata 
io e te camminiamo tenendoci per mano  
a cercare un telefono 
là verso il paese nascosto 
da un gran verde di bosco 
lasciamo la vita, l'aria d'agosto 
su questa strada abbandonata 
su questa strada abbandonata 

Ma non è abbandonata 

Sull'argine in fila, 
diecimila baracche e caverne di fuggitivi 
occhi di ragazza, mani di uomini vivi 
escono dalla terra con crani e fucili 
è una dura giornata. 

Qua fa notte presto, 
giovani orsi annusano i tubi del petrolio 
scuotono un ramo di pesco secco. 
Nel cielo buchi neri riempiti di niente 
come il fuoco di questi pensieri 
improvvisa aria di guerra 
improvvisa aria di guerra 
improvvisa aria di

(Il giorno aveva cinque teste)

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