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On the road di Walter Salles



Il rifiuto della normalità ad ogni costo, la ricerca... di libertà e conoscenza... e di se stessi, fondamentalmente... ah i romanzi di formazione!!!
Non era un'operazione semplice mettere su schermo On the road del padre della beat generation... 
Non ci sono cadute di tono, non è quel genere di film, bisogna entrare però dentro al suo ritmo interno e lasciarsi coinvolgere, anzi trasportare letteralmente e... lentamente, in caso contrario la magia non scatta, a meno che non avete vent'anni e la discesa agli inferi è di certo più affascinante... perchè il film in fondo è/sarebbe un buon vino da far invecchiare per la mezz'ora finale, di puro pathos, sicuramente la più convincente, da guardare insomma in stato di trance o quasi.
Non basta dunque l'eccellente fotografia davvero ammaliante, nei suoi cambi continui di atmosfere e colori, algidi e sempre avvolgenti... la regia di Walter Salles che non fa altro che immergersi dentro, donando profondità alle immagini,la produzione esecutiva tra gli altri di Francis Ford Coppola, non basta insomma la confezione, perchè il tutto nel suo insieme risulta essere un pò monocorde e privo di mordente filmico... tutti conoscono il libro ok, ma la ripetizione dei rituali a base di droga, sesso, furtarelli... alla lunga diventa fine a se stessa, forse il film è semplicemente troppo lungo e non coinvolgente fino in fondo, il suo incedere solenne e cadenzato è sicuramente suggestivo ma finisce col non appassionare... Jose Rivera in fase di sceneggiatura avrebbe dovuto cercare di assicurare di certo un altro ritmo.  
Nulla si può dire sulla prova attoriale, tutti da Kristen Stewart a Garrett Hedlund, Kirsten Dunst, Sam Riley, Viggo Mortensen,Tom Sturridge, regalano una prova intensa ed efficace, è un puro difetto strutturale di fondo che grava sull'intero racconto e che finisce col raggelare il fattore emotivo che è "fondamentale". 
Un film in ogni caso da vedere, perchè alla fin fine è fatto bene nonostante tutto o anche solo per curiosità o anche solo per chi ha vent'anni o poco meno e ha letto On the road:
"Accidenti vorrei non doverci andare a questo concerto"

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