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Il peggior Natale della mia vita di Alessandro Genovesi



Rispetto al primo capitolo, questo secondo parto non risente dell'effetto televisivo e della riduzione a sketch scanditi "dai giorni della settimana" a dare una coesione sottilissima, che erano il difetto originario, ovvero quello di non aver saputo superare la provenienza del format. Qui invece si riesce nell'intento allungando i tempi delle gag e inserendole in un contesto più filmico, grazie a una sceneggiatura più costruita (scritta dallo stesso regista e De Luigi) che riesce a essere unitaria grazie all'impianto chiuso dato dal castello di Abatantuono meno dispersiva del precedente che contava anche l'ufficio di De Luigi e Siani e la presenza di Chiara Francini a portare scompiglio. C'è dunque più coesione e le gag sono anche migliori e più divertenti, grazie appunto ai tempi comici dilatati, quella di Abatantuono "morto" è la più riuscita, che risalta ancora di più in quanto fa si che il film parti letteralmente dopo un inizio a dire il vero un pò stentato dovuto al fatto di una maggior cura per la presentazione delle caratteristiche dei personaggi, in primis i nuovi, tra tutti Dino Abbrescia. Di contro ma proprio per i motivi di cui sopra, si ha la sensazione a volte che la risata finale suscitata sia troppo costruita, arrivi quasi meno spontaneamente, ma alla fin fine va bene così. Registicamente poi ci sono passi avanti notevoli con addirittura delle ottime inquadrature scusate il paragone ardito "alla Orson Wells", con tutti che guardano dall'alto il povero De Luigi. De Luigi che a dire il vero fa sempre lo stesso ruolo ma almeno qui è azzeccato, per il resto meno convincente Mingardi e  Laura Chiatti, ma più che altro è un fatto da attribuirsi ai ruoli più che alla prova attoriale, bravissimi tutti gli altri con menzione di merito oltre che per Abbrescia anche per Ale e Franz che giocando sui silenzi e le pause interpretano due becchini assolutamente fantastici. 
Un film di Natale insomma ma fatto bene e migliore del precedente "La peggiore settimana della mia vita", cosa davvero rara questa. 

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