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Intervista con Francesco Baccini





Francesco, qualche anno fa, dopo la partecipazione ad un noto reality, la tv, i mass media, i critici musicali ti snobbavano per così dire, San Remo non ti dava spazio, nonostante continuassi a scrivere brani di ottima qualità. Poi pian piano hai avuto una sorta di rinascita, una seconda vita artistica, iniziata con alcune collaborazioni e con la menzione speciale al premio Lunezia 2007. Cosa è accaduto in questi anni?


Sicuramente non avrei dovuto partecipare a music farm... ma sono un istintivo, penso all'americana cioe' se uno ha talento,ha talento anche se suona ad un compleanno... l'Italia e' il paese dell'immagine, e del bon ton..... del fare i fighi, e tirarsela... e spesso si giudica in base alle scelte d'immagine piuttosto che ai contenuti...
Per anni ho fatto album a mio avviso sempre di una certa qualita' ma son stati praticamente snobbati... poi c'e' stata una parentesi cinematografica "Zoe" e "Nerofuori" un lungometraggio e un corto dove mi sono misurato come protagonista, con buoni risultati...

Nel 2010, con la pubblicazione di “Ci devi fare un gol”, l’antologia delle tue migliori canzoni, hai messo dentro anche “Maschi contro femmine”, la sigla del film omonimo, che sancisce un effettivo ritorno del Baccini dei primi anni ’90, l’ironico, il passionale, il pungente. Nel disco troviamo anche “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco… e di lì in poi… fu amore… o probabilmente c’è stato sempre… e che è continuato con l’album “Baccini canta Tenco”… come è nato questo “binomio”?

Quel brano di tenco e' stata la scintilla che mi ha fatto nascere l'idea del progetto... Tenco fa parte di me... del mio percorso artistico... e come tenco fino ad oggi sono stato capito poco...


Anche noi pensiamo che tu sia uno dei più degni interpreti del grande cantautore genovese anche per ovvi motivi legati alle radici, alla terra natia, alla profondità della voce… tu stesso hai detto più volte che il fratello di Tenco ti considera molto simile, anche come fisicità a Luigi. Hai dei ricordi legati a lui, cosa vi accomuna nei testi, che tu hai fatto propri e reinterpretato magistralmente?

Tenco ha due anime ben distinte quella intimista e quella ironico sociale, come me..... solo che per il grande pubblico Tenco e' solo quello intimista io quello ironico... la poliedricita' in un mondo che consuma tutto in fretta e' un handicap perchè necessita di piu tempo per essere compresa..

In quel disco, e questa è una nostra pura curiosità, reinterpreti “Angela”, ma decidi di cantare solo le 2 prime strofe… non canti invece la seconda parte dove il testo diventa molto drammatico. E’ una scelta volontaria?

Angela doveva essere solo strumentale... poi all'ultimo con Armando Corsi abbiamo deciso di chiudere il brano con una strofa cantata.


Restando in tema, recentemente hai vinto il premio Lunezia 2012 (con la motivazione: “Baccini si cala nel poetico realismo di Tenco”) ed il premio Tenco nella categoria cover. Insieme a te altri nomi della scena indipendente: Afterhours, Teatro degli Orrori, Dente, Zibba, Enzo Avitabile. Pensi che sia questo il futuro della musica italiana? Auto-prodursi i dischi, credere in sé stessi, fare una gran gavetta in giro per l’Italia… e chi, della scena indipendente, ti piace?

La musica oggi e' in un momento di stand by, quella che gira sui network ha ben poca creativita', ma la musica come le arti in genere va avanti solo con la creatività.
La creatività presume libertà... libertà di rischiare...
l'industria discografica sono ormai molti anni che non rischia...
questo capita quando si tratta l'arte solo come un prodotto.
Purtroppo in Italia la parola indipendente , al contrario che nel resto del mondo, vuol dire "sfigato"...Zibba mi piace


E adesso ti sei anche reinventato attore,come sono state queste esperienze assolutamente nuove per te? Non ti sei sentito un po’ spaesato?

Io credo al talento, molto meno alle scuole, la scuola e' la vita. Io non ho mai fatto scuola di recitazione ne' di canto. ma so di avere dentro di me il talento di farlo e di farlo in modo originale.
"Zoe"per me e' stato una palestra e allo stesso tempo la conferma che recitare e' nelle mie corde.
Quando interpreto le mie canzoni in realta' entro nei panni di qualcun altro.... e le canzoni le concepisco come brevi sceneggiature da tre minuti...

Un’altra curiosità che vogliamo chiederti: ci racconti dell’incontro con Fabrizio De Andrè? Una chicca… eravate musicalmente agli antipodi ma in “Genova blues” vi siete incontrati…

Quando uno dei tuoi miti diventa un tuo amico e' sempre una bella esperienza.
Io non classifico mai la musica...gli antipodi non esistono..ognuno si esprime attraverso la propria sensibilita'. le sensibilita' spesso si incontrano e si riconoscono in maniera del tutto istintiva , senza calcoli.
Faber lo conobbi alla presentazione del mio primo album CARTOON. mi aveva visto in un passaggio rai notturno e si era incuriosito.
Mi propose di dargli una mano su un testo dell'album LE NUVOLE il brano era OTTOCENTO.
Io accettai e in cambio gli chiesi di duettare con me in GENOVA BLUES... un genere che lui non aveva mai affrontato....
cosi con l'arrangiamento cercai di andargli incontro.


Quali sono i tuoi prossimi impegni… hai in mente un nuovo lavoro, o magari un altro film?

Sto lavorando a piu' cose, sono bilancia gemelli, (il piano astrale me lo fece faber che era un esperto in materia)
ho scritto una sceneggiatura di un film insieme a LUCA LIONELLO che reputo uno dei migliori attori italiani degli ultimi anni....
poi ovviamente sto pensando ad un nuovo progetto discografico con un altro pazzo scatenato come me.... ma questo e' ancora top secret...





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