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Noi di Eros Ramazzotti



Quasi 50, a tre anni di distanza da Ali e Radici che per i suoi standard era stato un flop o quasi, nonostante parlasse di tematiche sociali, Eros fa... 12 con questo nascituro composto da 14 brani, che in estrema sintesi convince pienamente in 3 (Noi, Io sono te e Balla solo la tua musica) si rivela comunque sufficiente in 7 tra alti e bassi spesso dovuti ai testi a tratti didascalici e in 4 (da Sotto lo stesso cielo a Così), tralasciamo opportunamente il giudizio. Tutto questo per dire che in primis forse i brani sono troppi, che i featuring sono dettati da scelte puramente commerciali e non aggiungono niente al disco anzi, in caso tolgono, di contro si ha comunque la sensazione che Eros sfornerà sempre la sua buona canzone come nel caso delle tre citate all'inizio, non saranno capolavori ma sono brani di ottima fattura e riesca a mantenere quasi sempre uno standard accettabile. Il sound è di stampo internazionale, pur non tradendo la nostra musica leggera e piace il fatto che non dia l'aria di una iperproduzione. Riassumendo ci sono i singoli che non sono stucchevoli per niente, ci sono le collaborazioni che alla fine si potevano anche evitare, ci sono le solide impalcature melodiche su cui il nostro veleggia da quasi trent'anni e c'è un'identità forte e sincera che non passa col tempo, nonostante tutto... ovviamente per gli amanti del genere. Questo è il disco nuovo di Eros Ramazzotti, è il disco della musica leggera italiana nuova e vecchia nello stesso tempo, non è un ossimoro... è solo un aggiornamento di stato.

"Noi": "i sogni se ci credi  non sono che realtà in anticipo"... la titletrack è una ballad pop, ricca di speranza e "orgoglio" con buone architetture sonore e un ritornello non banale:
"Noi adesso le emozioni che si danno pace e permesso di conoscersi profondamente"

"Un angelo disteso al sole": "che è caduto qua, nuda verità e fa l'amore anche l'anima"... il primo singolo estratto, ha una ritmica più incisiva rispetto al brano precedente ed è di più facile presa, per un testo però meno riuscito ("ma tu chi sei ci credi che non lo so dire...")  e una melodia abbastanza scontata.

"Questa nostra stagione": "se non ami l'amore poco o niente alla fine rimane di noi"... ricorda certi brani di Raf strutturalmente specie nella strofa e nel ponte ma non esplode nel ritornello, il testo sembra l'altra faccia della medaglia di "Noi"... dove alla speranza il nostro sovrappone i dubbi e le paure del cammino insieme:
"c'è da vivere per diventare quel che siamo"

"Io sono te": "quando aspetti che piova per piangere quando hai fatto tutto il possibile ma non è bastato mai quando all'orizzonte la tempesta c'è tu cammini solo ma io sono te"... uno dei brani migliori del lotto con la voce recitante di Giancarlo Giannini (no Benigni) e il bridge trascinante affidato con tanto di cori, per un sound fieramente internazionale e un ottimo testo "sull'altro", peccato solo per quel "ora dammi la tua mano" che segue:
"siamo più uguali di quanto sembriamo"

"Fino all'estasi": con Nicole Scherzinger alla fine (no Madonna, no Jennifer Lopez) è un brano di stampo pop con accenni dance di buona fattura che narra di un'attrazione fisica e mentale:
"mi lascio ancora immergermi sei acqua che sa spegnermi e il tuo sapore diventerà forza di gravità"

"Abbracciami": morbide e suadenti atmosfere rese da un intenso mood ritmico, avremmo fatto a volentieri a meno dell'entrata del bridge che in parte per il testo rovina in qualche modo la struttura/armonia in se del brano, curiosità, c'è anche Aurora la figlia avuta da Michelle Hunzicher che fa il coro nel refrain: 
"così complici come bambini, mi accompagna il pensiero di te, il tuo nome mi accelera il cuore, sto arrivando li da te, aspettami" 

"Balla solo la tua musica": "metti che ci sia una regola, l'amore non ne ha"... ballad chitarristica, con un incedere ritmico convincente con tanto di melodia ariosa e un ottimo testo:
"la vita è inafferrabile, ha più fantasia di noi"

"Infinitamente": per Giò e Alex (Baroni), col pianoforte in evidenza, scontata a dirla tutta nel suo dipanarsi armonico, non dispiace l'arrangiamento scarno a tinte soul ed efficace e i vocalizzi di Eros:
"manchi ma ci sei silenziosamente dentro i giorni miei son sicuro che quando chiudo gli occhi stai ridendo qui con me"

"Polaroid": "e le porte fatte con i maglioni in quei prati di cinecittà" e sound primi anni '80, inevitabilmente visto il tema... piace il sound vintage che non è iper prodotto o saturo come certi brani ad esempio di Tiziano Ferro, ricchi di bassi... coi fiati sul finale a sublimare ancor di più la nostalgia "a far l'amore di nascosto":
"a volta la malinconia ci serve per andare avanti, ci ricorda che siamo importanti"

"Sotto lo stesso cielo": "siamo tutti anime da salvare o condannare ma il peccato chissà dov'è?" Dove "ci accomuna il bisogno di essere amati"... un pop/rock leggero con buone armonie fa da cornice a un testo sincero per carità ma abbastanza scontato se non che populista, "voglie di tenerezza a parte".

"Una tempesta di stelle": dedicata alla figlia Raffaella che si ode strepitare... il nostro prosegue sulla strada intrapresa con il brano precedente, ci troviamo innanzi ancora a un pop/rock all'italiana ancora più blando stavolta, nonchè melodicamente ancor più orecchiabile, tanto che ci sembra a tratti di trovarci in uno strano incontro tra Matteo Branciamore e i Ricchi e Poveri, e a un testo che Avrai di Baglioni era un capolavoro e Per te di Jovanotti era più sobrio:
"ha il tuo nome lo sai"

"Testa o cuore": "è il momento di scegliere se farti legare al letto o al cuore" con i Club Dogo, (no Eminem che voleva un pacco di soldi) il brano non concede pausa, piacciono i fiati ed è in pratica un unico ritornello, sul testo è meglio lasciar perdere
"solo i pesci morti nuotano con la corrente"

"Così": "... a volte l'amore ci dimentica"... "se l'amore è un bimbo da rincorrere" fa quasi impressione sentire la voce nasale del nostro amalgamarsi coi vocioni dei giovani del Volo che si struggono... passiamo volentieri oltre: 
"aiutami a capire cosa sento ora nel mio petto c'è un tramonto così grande"

"Solamente uno":"comunque non fa niente sei solamente uno in più" con gli Hooverphonic , Eros chiude con brio e vivacità, con i fiati che si prendono la scena, niente di che, ma dopo le ultime tracce un pò di sana cattiveria (dedica all'ennesimo finto amico traditore) è quasi salutare:
"stammi lontano almeno sulla luna"

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