Una sinossi allargata per cambiare e alzare in qualche modo il tiro rispetto all'esordio dello scorso anno, puntando tutto sulla famiglia De Ceglie. Non più dunque microstorie che si incontrano e intersecano per quella principale ma una storia vera e propria che riparte dagli eventi precedenti nella quale gli altri personaggi della coppia fanno solo brevi apparizioni, divertenti e funzionali nel complesso del racconto anche quando sono esterni, fuori dal film ma dentro la sala cinematografica o dentro la televisione. Il film è diviso in due parti, nella prima c'è un tentativo di sceneggiatura e di narrazione quasi tradizionale, nella seconda sono le citazioni a prendere il sopravvento (dai generi cinematografici ai cartoni animati), in ambedue i casi lo stupore che i nostri volevano provocare riesce anche se è inevitabile che nell'insieme il tutto risulti confusionario... ma è un tentativo comunque coraggioso, dopo aver giocato col cinema l'anno prima portando la televisione, qui il duo cerca prima di giocare a far cinema e poi di rendergli omaggio attraverso il mezzo dal quale provengono e grazie al quale in fondo lo conoscono e lo rispettano, non è un caso che vengano citati i film di cassetta con cui la tv fa il pieno nel periodo natalizio ma ci sono omaggi anche al cinema muto e persino a Kubrick tra un cartone animato e l'altro. Lo scorso anno scrivevamo di lasciar perdere analisi sociologiche e di prendere il tutto per quello che era, gag televisive al vetriolo, il successo e le polemiche sanremesi ce li avevano fatti apprezzare maggiormente, oggi il duo dimostra di voler crescere anche fuori dagli schermi televisivi. Per il terzo capitolo di quello che ad oggi è il nuovo film di Natale per antonomasia il nostro consiglio anche per sfuggire a tale paragone, è di affidarsi a 6 microstorie singole, venti minuti ognuna, per esplorare e andare a fondo senza i vincoli dovuti ai parametri cinematografici, sembra un paradosso? Non lo è affatto perchè l'ispirazione deve essere concentrata sulla ricerca della forma e dei tempi più consoni alla loro comicità e il metro devono essere I mostri di Risi per intenderci... Ovvero bisogna approfondire la ferocia dei personaggi dandogli sempre più spessore, staccandoli dai tormentoni e accentuandone il lato surreale e grottesco immergendoli a pieno in una determinata situazione, che per forza di cose deve essere breve e concisa... altrimenti ci accontenteremo dell'ennesimo film di Natale, comunque migliore di quelli della coppia De Sica/ Boldi.
“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa. Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

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