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I 2 Soliti Idioti di Enrico Lando



Una sinossi allargata per cambiare e alzare in qualche modo il tiro rispetto all'esordio dello scorso anno, puntando tutto sulla famiglia De Ceglie. Non più dunque microstorie che si incontrano e intersecano per quella principale ma una storia vera e propria che riparte dagli eventi precedenti nella quale gli altri personaggi della coppia fanno solo brevi apparizioni, divertenti e funzionali nel complesso del racconto anche quando sono esterni, fuori dal film ma dentro la sala cinematografica o dentro la televisione. Il film è diviso in due parti, nella prima c'è un tentativo di sceneggiatura e di narrazione quasi tradizionale, nella seconda sono le citazioni a prendere il sopravvento (dai generi cinematografici ai cartoni animati), in ambedue i casi lo stupore che i nostri volevano provocare riesce anche se è inevitabile che nell'insieme il tutto risulti confusionario... ma è un tentativo comunque coraggioso, dopo aver giocato col cinema l'anno prima portando la televisione, qui il duo cerca prima di giocare a far cinema e poi di rendergli omaggio attraverso il mezzo dal quale provengono e grazie al quale in fondo lo conoscono e lo rispettano, non è un caso che vengano citati i film di cassetta con cui la tv fa il pieno nel periodo natalizio ma ci sono omaggi anche al cinema muto e persino a Kubrick tra un cartone animato e l'altro. Lo scorso anno scrivevamo di lasciar perdere analisi sociologiche e di prendere il tutto per quello che era, gag televisive al vetriolo, il successo e le polemiche sanremesi ce li avevano fatti apprezzare maggiormente, oggi il duo dimostra di voler crescere anche fuori dagli schermi televisivi. Per il terzo capitolo di quello che ad oggi è il nuovo film di Natale per antonomasia il nostro consiglio anche per sfuggire a tale paragone, è di affidarsi a 6 microstorie singole, venti minuti ognuna, per esplorare e andare a fondo senza i vincoli dovuti ai parametri cinematografici, sembra un paradosso? Non lo è affatto perchè l'ispirazione deve essere concentrata sulla ricerca della forma e dei tempi più consoni alla loro comicità e il metro devono essere I mostri di Risi per intenderci... Ovvero bisogna approfondire la ferocia dei personaggi dandogli sempre più spessore, staccandoli dai tormentoni e accentuandone il lato surreale e grottesco immergendoli a pieno in una determinata situazione, che per forza di cose deve essere breve e concisa... altrimenti ci accontenteremo dell'ennesimo film di Natale, comunque migliore di quelli della coppia De Sica/ Boldi. 

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