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Luciana, la Satira e il Ritorno del Cavaliere (oscuro)



"Io non dico di avere pudore, che è un sentimento antico. Ma almeno una pragmatica sensazione di avere rotto il cazzo". 

«L'autonomia editoriale e la libertà di satira rappresentano valori fondamentali per il servizio pubblico ma non si può arrivare a tollerare espliciti insulti in diretta tv di fronte a milioni di persone. Le parole che ieri sera Luciana Littizzetto ha espresso su Berlusconi, di satirico hanno ben poco». Ad affermarlo il consigliere di amministrazione della Rai Antonio Verro. «Nutro rispetto per le idee politiche della Littizzetto anche se diverse dalle mie, ma - aggiunge Verro - non credo che la Rai debba diventare il suo megafono o il suo pulpito. Gli artisti, specialmente quelli più pagati e apprezzati dal grande pubblico, dovrebbero comprendere di avere anche maggiori responsabilità nei confronti dei cittadini. Tuttavia a volte, e purtroppo sempre più spesso, sembrano dimenticare quale sia il loro vero ruolo in televisione e finiscono così per trasformarsi in predicatori», conclude Verro.

Ma questa è satira: http://www.etimo.it/?term=satira
In quanto la Littizzetto non fa altro che rappresentare "con arguzia e amarezza... stoltezze e vizi" e lo fa anche con la dovuta maestria... giocando (è un termine che ripeteremo spesso in questo articolo) sulla ridda di voci e smentite che il ritorno del cavaliere "oscuro", suscita per forza di cose... non è andata giù diretta a dire "Berlusconi hai rotto il cazzo", ma ha articolato un vero e proprio pensiero... "satirico". 
Una battuta che fa ridere in quanto contestualizzata adeguatamente e che si basa su un verità assoluta.
Che a qualcuno la cosa non andasse giù però o ancor meglio ci strumentalizzasse sopra è più ovvio di Berlusconi che si ricandida, ma a parte gli scherzi, i giochi politici in vista delle prossime elezioni hanno stancato, prova evidente è quello che è successo alle primarie e del costante avanzamento grillino. 
Noi ci occupiamo di musica principalmente e quindi questi discorsi su questo sito lasciano davvero il tempo che trovano, ma una Littizzetto fuori da Sanremo o col bavaglio graverebbe e non poco a una kermesse che ha perso da anni la sua leadership nel lanciare quanto meno nuovi talenti, soppiantata dai talent che Fazio per altro non vuole o almeno così pare. Ma capiamo pure che questo fa gioco anche agli organizzatori, ma ancora siamo saturi dei polveroni francamente presunti tali di Celentano o dei Soliti Idioti e vorremmo con tutta l'ingenuità possibile che il Festival prossimo venturo tornasse alla musica e per chiudere la vicenda dal nostro punto di vista poi un conto sono i sermoni e le pause di Celentano, un conto sono le gag di Bigio e Mandelli e un conto è la satira più che ragionata della Littizzetto che ribadiamo non offende ma semmai affonda il coltello e dove la volgarità presunta è funzionale nel suo insieme. Sarà un festival di sinistra o pseudo tale con Fazio e soci e in tempo di elezioni con tanto di ricandidature "per il bene dell'Italia"? La risposta è ovvia come è però ribadiamo ovvia che l'ennesima discesa in campo del Cavaliere "rinvigorisca" per così dire la comicità nostrana.
Ultime note a margine, un paio di giorni fa è venuto a mancare Riccardo Schicchi... senza addentrarci troppo in paragoni troppo azzardati ricordiamo solamente che Cicciolina andò in parlamento, "votata", grazie a lui e ai radicali si intende e che Moana quasi... 
le riflessioni su come e quanto siano cambiati i tempi le lasciamo volentieri a voi. 

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