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Etruschi from Lakota - I Nuovi Mostri




La provincia da prendere d'assalto, coi suoi "musico falliti", le autorità troppo zelanti, le raccomandazioni, il lavoro e la politica, quello che si cela tra le mura domestiche, i matrimoni di paese, i pettegolezzi... o quanto meno provare a scuoterla col blues, la voce, le urla, l'ironia, lo sberleffo... 
Ottimo esordio per questi giovanissimi, prodotti da Nicola Baronti già al lavoro con Zen Circus, Pan del diavolo, Criminal Jokers... dei quali hanno la sfrontatezza e irriverenza, ma si affrancano per soluzioni strumentali eterogenee e non fermandosi a un primo ascolto l'originalità della proposta viene fuori in maniera cristallina. I nostri dimostrano poi anche una maturità compositiva a tratti inaspettata per l'età dei componenti, un ottimo biglietto da visita insomma per un gruppo da tenere assolutamente d'occhio:

"Elenoir": folk/blues con piglio punk, ben assestato e anche con un ottimo bridge finale in francese, una marcetta a tinte psichedeliche a far intendere l'eterogeneità della proposta:
"e più che passa il tempo io rimango solo con un bicchiere in mano nella speranza di sentirmi dire amore mio ti amo"

"Guerra fra poveri": "se bevo l'acqua del mare voi scrivete se pago per fare voi scrivete se parlo in toscano non ascoltate se cerco la pace dei sensi voi sparate" impianto blues con un ottimo ritornello folk pop che cresce e deraglia quasi in territori post rock tenendo ben chiara la matrice blues

"P.M.P. (Panorama Musicale Provinciale): "dove si insegna il mito del passato del presente del futuro magari del futuro sarebbe originale..." folk beat rock incisiva e ottimamente arrangiata, con un gran testo

"Una storia": "nell'ignoranza provinciale nessuna sa quanto l'amianto faccia male" un vero e proprio sberleffo dalla melodia "riciclata" al piglio punk fino a un testo acido e corrosivo, una sorta di Vasco ante litteram 

"I nipoti di Pablo": "tu non hai voglia di lavorare hai solo voglia di dormire"... piena di cambi di ritmo e atmosfere con sempre un  folk blues incandescente con decise sterzate rock:"il padrone sono io"

"Aulin": blues lento e classico che si libra nel ritornello contro la violenza domestica, con un testo ironico con qualche perdonabile sbavatura:
"tu dici non mancarmi di rispetto" 

"Il politico alternativo": "io credo tanto nella famiglia diceva"riff rock nella trascinante strofa a tracciare "il personaggio" e una marcetta blues per ritornello a salmodiare "antichi costumi"

"Insetti": "dentro al matrimonio dentro al delirio, non lasciarmi qui da solo oddio!!!" rock blues divertente e alquanto riuscito con tanto di citazione doorsiana sul finale

"Nessuno si muove": ".. se vede la ruggine attaccata alle persone, qualcuno della piazza dovrà intervenire, ma la donna sola dovrà soffrire" i pettegolezzi "tipici" di un piccolo centro sono il tema di questa traccia che sia affida a un blues marziale e contaminato:
"per scappare dai rimorsi"

"Re dei giudei": "... che neanche il padre eterno sa più chi sei"... supercar e ska, blues e musical, fiati e lingua inglese... e tanto altro... un vero e proprio pastiche di generi e influenze insomma, amalgamato in maniera ottimale: 
"tell me tell me Jesus"

"Vengo anch'io": cover del celeberrimo brano di Enzo Jannacci, che la band ripropone con la dovuta personalità e irriverenza.

Commenti

  1. Siete un gruppo che con la vostra musica trasmette un energia che ti entra nelle vene!!!Bravi! E' uno spettacolo ascoltarvi e guardarvi !!!

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