Passa ai contenuti principali

Renzo Rubino - Poppins



Tanti anni fa in una vecchia recensione cartacea sul primo disco di Daniele Silvestri, c'era scritta questa frase a mò di conclusione: "Gioca a fare il fuoriclasse" intendendo l'autore senza voler sminuire affatto l'opera del "giovane Silvestri", rimarcare l'assoluta nonchalance nel quale lo stesso passava da un registro stilistico all'altro con eguale bravura... 
Ci piace partire proprio da qui, parlandovi di questo disco, perchè è una frase più che adatta a descrivere il fuoriclasse "giocoso" Rubino che con questa opera convince in maniera assoluta, divertendosi a spiazzare l'ascoltatore e a interagire "riuscendoci" con questa e quell'altra forma musicale... tirando fuori sempre un'ironia lucida e poetica che ben si adatta ai vari contesti. Così come del resto fa la voce, malleabile alle esigenze per così dire ed è tutto tranne che un'offesa. 
Un grande album, ricco di suoni, parole, stili, riferimenti, variegato come meglio non si potrebbe, che finisce inesorabilmente per assomigliare solo al suo autore, che si dimostra per l'appunto... un fuoriclasse:

"Balletto telefonico": sulle punte o quasi, incipit delizioso per questo album, un testo intelligente, un arrangiamento minimal e prezioso, sorretto dagli archi: 
"un cavo lungo km oggi il nostro amore è così"

"Lulù": "ho trovato in tasca un quaderno con la lista della vita"... ballad jazzata col piano in evidenza nella strofa, che si apre al ritmo in levare e alla melodia d'antan nel ritornello, col bridge reggae che si riconcilia col tema:
"torna tra i miei pensieri che si somigliano"

"Paghi al Kg": un riuscito mix tra certe sonorità dance alla Daniele Silvestri e ammiccamenti alla Renato Zero (nel testo e nel cantato), ampiamente godibile:
"io sono quel che sono schiavo della mia libertà un equilibrista puro che se ne frega se poi cadrà"

"L'ape, il toro e la vecchia": incedere blues scarno e dissonante abbinata a un testo surreale ("pantaloni di vaniglia sono solo non ho famiglia") e un mood da cantautorato italiano primi anni '80, nostalgico e melodico:
"sul suo divano volevo tornare per dirle una volta e per tutte io ti amo e non sono pazzo"  

"Il postino (amami uomo)": solenne e orchestrale, dal retrogusto popolare, la melodia del ritornello e l'inserimento del coro lirico e l'incedere da marcetta, troppo decisamente per l'Ariston, tralasciando la storia narrata:
"l'uomo senza curve un altro uomo abbraccerà sarà la sua felicità"

"Eri bellissima": "... prima di sgozzarti prima di dimenticarti prima di chiamarti amore" l'atmosfera anni '60 nel ritornello finisce col contrastare un inizio evocativo e cupo e risultare liberatoria, ben sposandosi con l'ironia feroce del testo.

"Pop": "devi essere semplice devi fare una canzone pop ma che cazzo è sto pop la dolce vita è una canzone pop, la gioconda è una canzone pop"... geniale e divertente invettiva e calderone di citazioni, una canzone pop fatta con tutti i crismi e che racconta un bel "pò"... applausi:
"una canzone che racconti poc"

"Bignè": il mood nostalgico è pretesto ancora una volta per l'ennesima dimostrazione di bravura del nostro che cambia tempo e atmosfere con estrema perizia:  
"lasciami stare prenditi il cane"

"Milioni di scintille": "si mi ha detto si... mi ha detto si!!!!" solenne e stralunato, tra lune e jazz... coi fiati in evidenza:
"quel breve si ha scatenato la mia follia"

"Zoom": "se porta a porta non ti basta..." dance e coretti in un mood vintage, una marcetta irriverente, analogica e calda 

"Il tempo del rock": "si dice che..." un tango rock, perfetto contraltare di "Pop", altro testo geniale venato di nostalgia e di evergreen:
"anche mia madre fa rock per poter gridare che è meglio morire che stare quaggiù ma non è vero che poi ti amo io non ti sposerò mai"

"L'altalena blu": "dai grandi mi difenderò"... antica e magica ("come una finestrella") giocata per sottrazione, con un testo alla Tricarico, è sin troppo classica per i nostri gusti ma è impossibile non restare affascinati dalle variazioni di colore date alla melodia: 
"e volando in alto tutto apparirà infinito come la felicità"

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...