Qualità in cucina e... in politica "le rendono dura la vita in questo periodo? Anche a me" e tra avversità "peperoncino" in attesa di una "terra vergine" come la Nuova Zelanda, si dipanano i fili di una storia narrata in parallelo, com'è/com'era senza entusiasmare ne coinvolgere più di tanto, al punto che togliendo la patina pseudo politica interpretativa, questo film è una vera e propria delusione da qualunque punto di vista lo si guardi, non è una vera e propria commedia, non si ride minimamente, non c'è da riflettere neanche più di tanto, scorre solo veloce e ha un garbo narrativo piacevole, della serie ti racconto una storia... ma la morale non c'è, se non quella a cui accennavamo all'inizio, davvero troppo poco, peccato, perchè la pellicola è ben recitata da Catherine Frot, Jean d'Ormesson, Hippolyte Girardot, Arthur Dupont, jean-Marc Roulo... e la storia in se, ispirata alle vicende di Danièle Delpeuch, che arrivò nel 1986 all'Eliseo, è anche curiosa (inizialmente) ma non prende più di tanto, non appassiona e alla fine non ha alcun risvolto, della serie: perchè mi stai raccontando questa storia? In poche parole non c'è mordente nella vicenda narrata e il senso se c'è è talmente ben nascosto che è difficile trovarlo per lo spettatore
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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