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Renato Zero - Amo Capitolo 1



Tra bilanci, utopie, incitamenti, un pizzico di auto celebrazione e positivismo esasperato torna Renato Zero, con un album ricco (a volte sin troppo) di buoni sentimenti e buoni propositi, con troppe rime facili abbinate a una certa pretenziosità, in un compendio di musica leggera italiana, c'è da dire ben fatta, benchè priva di spunti altri, ma che, cosa non da conto non scade nella faciloneria mai... questo è un merito e va riconosciuto, sono canzoni che non hanno ammiccamenti pop, sono quello che sono con tutto il carrozzone del personaggio, inevitabile, che regna incontrastato, senza salmodiare o a impartire lezioni di morale ma a ribadire che ce la possiamo fare, che bisogna avere fiducia e ottimismo... A volte fuori dal mondo a volte no, insomma Renato Zero torna a far parlare di se in queste 14 canzoni di discreta musica leggera italiana, niente di più, niente di meno, dove il nostro ribadisce speranza, nelle persone, in un discorso più intimo ora nelle vesti di padre a figlio o da professore ad alunno come nel trittico iniziale: "La vita che mi aspetta": "non mi fa paura noi qua giù lasciamo arresi sogni indifesi", "Chiedi di me": con accenni funk/dance a sposare la melodia italiana "se il tempo stringe se la noia emerge" un vero e proprio confronto generazionale, che non esplode nel ritornello ed è un bene, pecca in una sorta di buonismo consolatorio nel testo ma che è tipico come dicevamo del personaggio: "goditi pure una bella giornata di sole che il buonuomore produce energia" e "Una canzone da cantare avrai": "per sfuggire il destino compongo canzoni"... ballad melodica e bilanci, suona ragazzo non farti fregare sembra figlia di quel sogno ragazzo sogna di Vecchioni... piace la costruzione armonica, il fatto di non essere piatto musicalmente e il finale orchestrale: "nessuno raggiungerà quella felicità nessuno a parte noi" ( sussurrato è censurabile) sarò l'ultimo degli idealisti, lo zero che vedi".
Per poi affacciarsi alla gente in modo più diretto ma non meno enfatico:
"Il nostro mondo": "anche piangere in fondo sai fa bene" poggiata sulla chitarra acustica, abbastanza semplice nel suo dipanarsi... ancora il parlato con tanto di frasi come l'entusiamo condiviso è un dono del cielo,"Voglia d'amare":alla Venditti, "ognuno si difende come può" che si sublima in  "mettici il cuore anche tu" nel finale "siamo soli qui che ci si scotta poi che c'è una luce in noi che non si spegne mai"
"Angelina": piano e violini... per una ballad che si apre e cresce, "viva quella sana ingenuità" la più dolce portinaia ancora sei custode tu dei deliri miei... "la trovi qui natale e ferragosto la trovi qui a difendere i sogni tuoi a tenere ordinato e pulito ci pensa lei"
Dedica una traccia a Lucio Dalla:
"Lu": per gli stravaganti c'è un premio lassù... un mood jezzato  toccante e riuscito:"la differenza nel vivere la fa l'intensità"
e agli anni che furono:
"I Settanta": un auto omaggio per riscoprire la rivoluzione il tempo migliore il nostro avvenire e poco più, prima del trittico migliore, specie nei testi:
"Un'apertura d'ali": quel senso di cometa che c'è dentro di noi... la vita, nostalgia di mare... un brano per sanremo... potrebbe essere e invece l'arrangiamento scarno ne fa un piccolo gioiello:
"l'amore ci fa prigionieri eppure sembra libertà"
"La vacanza": "ora non ho paura della vita mia c'è dialogo ora come il mio passato c'è armonia" ....  funky accennato e scarno intervallato dal piano(pausa  dedicato a se stesso: "goditi la vacanza Renato ci mancherai" e "Oramai":"prendimi complessivamente al prezzo che tu vorrai.." classica e minimal, coi fiati a intervenire, con un testo come si deve, è forse il brano migliore del lotto:
"non ho sorrisi da spendere col disincanto che c'è siamo noi quelli cbe non si accontentano e così non ci bastiamo mai"
e chiude parlando di rivoluzione:
"Tutto inizia sempre da un si": "credenziali non ne ho sono nato da un perchè, ciò che sono e ciò che ho è una scommessa che feci con me"... musica leggera equilibrio e fantasia la strada mia...una sorta di manifesto, troppe rime:
"Vola alto": "pur di aiutare il cambiamento ci si improvvisa eroi, non c'è abbastanza tempo l'anima di un uomo si misura della sue caparbietà", ballad sospesa... che vuole essere solenne
"il ragazzino che ero ieri dimostra ancora la sua età"
"Dovremmo imparare a vivere": alla Gaber, con tanto di fiati... "se D'annunzio tornasse poveri noi non ci voglio pensare... alla fine i coglioni saremmo noi.. vivo di cose semplici e combatto l'ipocrisia"

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