Girato da Juan Solanas, sceneggiato da Santiago Amigorena e recitato tra gli altri da Kirsten Dunst, Jim Sturgess, Larry Day, Timothy Spall, Heidi Hawkins...Upside Down è una didascalica a tratti persino scolastica, pellicola che si basa su un'idea comunque interessante ma che non viene sviluppata per niente... dove quello che più piace, meglio la sola cosa consona, è la fotografia di Pierre Gill davvero ben azzeccata, algida, fredda, per una fantascienza intelletuale che rimane però a una sinossi, a un pretesto per una storia d'amore (un'idea più che altro) eterna e inattuale, non c'è sviluppo, ci sono solo archetipi da fiaba che dir si voglia... insomma visivamente è anche un bel vedere anche se potevano esserci movimenti di macchina più di sostanza, più adeguati alla materia trattata, che per altro si prestava assai bene, ma tralasciando questo aspetto è il film in se che non c'è... la morale, il senso del discorso tra l'altro, su/giù come un ipotetico nord/sud porta a riflessioni alte, ma si riduce a una prima osservazione semplicistica e si resta li. Una delusione a tutto tondo insomma, addirittura risibile in certi momenti, per non parlare del ritmo filmico che non si sa che direzione voglia prendere mai e intanto è già finito il film, una sorta di bluff vero e proprio, raramente infatti ci siamo ritrovati a recensire film di tale pochezza.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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