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Gazebo Penguins - Raudo



Una sensazione di genuinità, veracità, pervade l'ascolto di "Raudo", la nuova fatica dei Gazebo Penguins, dove a differenza del passato, la band dona ancor più coesione, sia dal punto di vista sonoro che da quello narrativo, rilasciando dieci canzoni che sembrano parlarsi tra di loro a dimostrazione di un filo conduttore evidente e affascinante, a cominciare dal trittico iniziale: "Finito il caffè": intensa e ricca di pathos, può ricordare per atmosfere e testo i Tarm, davvero non male:"contavo i giorni lontano da te e toglievo a ogni giorno almeno un'ora", "Casa dei miei": dove lo spirito punk e l'ironia del testo vanno a braccetto amorevolmente "ho speso mezzo stipendio in coriandoli, li tengo nascosti per quando tu sarai arrabbiata con me per qualcosa di troppo imperdonabile, per esempio so che ti arrabbierai tantissimo del fatto che ho speso mezzo stipendio senza prima parlarne con te" e "Difetto": "non ricordo la strada di casa se mi aiuti ti offro un caffè, mi hai risposto sono impegnata poi mi hai detto cresci un pò", dove bastano le parole dell'incipit a chiudere un'ideale trilogia ma anche il suono pastoso delle chitarre elettriche segna un trait d'union importante con i precedenti brani:"questo è l'unico tuo difetto che non ci sei più", con  "Domani è gennaio": i nostri si spostano su territori quasi hardcore: "ti prego non mi dire più domani è un altro giorno" e proseguono aggressivi e "taglienti" a ritmo di marcia con "Ogni scelta è in perdita" "tagliare una strofa, tagliere una corda e togliere il cassetto dal mobile dei sogni". "Correggio" e "Trasloco" sono due facce della stessa medaglia e raccontano delle difficoltà e differenze col solito sguardo ironico e disincantato del gruppo l'adolescenza "quando 15 anni fa avevamo 15 anni in meno che bella età di merda i 15 anni" nell'unica ballad vera e propria dell'album "Correggio" e la maturità con un pizzico di malinconia di "Trasloco": "avremo... il nostro nome sul contratto sopra a quel 4+4 e l'ansia che la novità non basti" che di conseguenza è specchio inevitabile di "Casa dei miei"... "Mio nonno" e "Non morirò" giocano ancora col "tempo": "Negli ultimi anni ho partecipato a tre funerali non di Stato,se avessi avuto un'ora di più o anche solo un minuto non avrei fatto nulla di diverso" e hanno un tiro punk potente, accentuando la vena pop nel primo caso nel ritornello cantilenante "ricominciare a guardare la tv e cantare che abbiamo perso" e le variazioni strumentali nel secondo. "Piuttosto bene" chiude questa nuova efficace prova dei Gazebo Penguins ripetendone sostanzialmente il titolo e accrescendo la tensione sonora come nell'iniziale "Finito il caffè", ma in maniera decisamente più energica e rabbiosa.

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