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How i met your mother



Visto che la televisione rientra a pieno titolo nelle nostre amenità necessarie, abbiamo deciso di parlare anche di serie televisive (appunto) di successo o meno, di analizzarle da par nostro e punto 
Cominciamo questa sortita con "How i met your mother" che è forse la migliore serie dell'ultimo decennio, ha raccolto l'eredità di "Friends" senza voler scomodare "Cin Cin", aggiungendo ritmo e cinema, per così dire... i meccanismi narrativi infatti sembrano più cinematografici che televisivi, a partire dall'uso del flashback e dei raccordi rapidi, senza contare le innumerevoli citazioni cinematografiche.
Ciò che colpisce della serie è che riesce a portare avanti le grandi storie facendole interagire magnificamente con le micro storie che muovono le singole (storie) dei personaggi.


Non manca l'aspetto prettamente televisivo da tormentone che è pero relegato alla singolarità dell'episodio, ma fatto salvo per il leggen... dario di Barney o le sue scommesse, non sono comunque mai invadenti nella narrazione, tornano quando serve, all'occorrenza, ad aggiungere familiarità e riconoscibilità del marchio come gli stivali rossi di Ted o i suoi soprannomi improbabili, o il cinque che si danno Marshall e Lily... 
A rimarcare come tutto sia ben oliato e funziona perfettamente, nel senso di una misura invidiabile. Magistrale è l'alternanza delle atmosfere e dei registri narrativi, che fa si che lo spettatore assista con mero gaudio ora a un tripudio di battute ora a dei momenti di stasi, riflessivi, che non mancano tuttavia di credibilità.  La narrazione da par sua, parte sempre dalla sinossi, che per chi non lo sapesse, è un padre che racconta ai suoi ragazzi la sua vita passata, promettendogli il racconto dell'incontro con la propria madre, questa storia per ovvi motivi sarà svelata nella nona e ultima serie, questo lo spunto portante con tutte le derivazioni del caso, ma Ted non è il fulcro come si vuole paventare, è il pretesto, il raccordo per le storie degli amici, la coppia inossidabile formata da Marshall e Lily, l'impenitente Barney, vero motore comico della narrazione e la sua anima gemella Robin, la canadese, ex fidanzata di Ted.


Ted è il narratore di questa storia, a volte poco credibile (anche per necessità filmiche) visto che ricorda eventi passati... è duro il cammino per incontrare l'amata e far schiodare i figli dal divano.
Ted è lo stereotipo dell'innamorato cronico, Barney quello dello sciupafemmine(fa sorridere quanto meno il fatto che l'attore che lo interpreta, nella realtà sia gay), Robin è quella che non vuole rapporti duraturi, Marshall e Lily rappresentano invece l'unione eterna... su questi stereotipi, che riescono ad amalgamarsi sempre senza cadere nella sintassi, ovvero nella banalizzazione del contenuto, nella macchietta, anzi giocando abilmente con essi, non a caso il termine stereotipo è più che adatto, sta l'alchimia del successo di questa longeva serie che ha mantenuto nel corso degli anni una sua fisionomia precisa, restando fedele al concept di base, non snaturando i personaggi, ma facendoli evolvere con disciplina, giocando sempre sulla battuta pronta, sul montaggio serrato e sui flashback, peculiarità che hanno fatto la sua fortuna. 
Moderna, sia per i temi trattati che per il pregio di condensare in venti minuti un cocktail davvero riuscito, senza essere mai uguale a se stesso, seguendo le evoluzioni dei personaggi senza abbandonare la propria indole, con la giusta intensità di toni, perchè è come se ci fosse uno status quo da rispettare, una linea di confine, si cambia ma si è sempre gli stessi, il Barney che deve vendere l'appartamento nella penultima serie è mirabile in tal senso, Robin favorevole all'inizio, infatti, alla fine non vorrà, ma  vale anche per  Ted che compra casa... e poi.. il divano è lo stesso o Marshall e Lily nelle più stravaganti situazioni... dalla birra in aeroporto ai letti separati, i caratteri son ben definiti e da li non si sfugge, ci si può solo evolvere, nell'adeguato contesto non si può cambiare personalità. Sta qui a nostro modo di vedere, il successo, l'affezione della e nella serie... nell'aderenza delle storie alla pseudo realtà raccontata, alla caratterizzazione dei personaggi, alla famiglia di amici che sembra non cambiare mai.


Curiosità:
"Mangiare un panino vuol dire fumare marjuana"
"Suonare la cornamusa vuol dire fare sesso"

Creata da Craig Thomas e Carter Bays, con il personaggio di Ted basato su Bays, e quelli di Marshall e Lily tratteggiati su Thomas e sua moglie.
La sigla di apertura è la parte finale della canzone Hey Beautiful dei The Solids, gruppo musicale del quale fanno parte Bays e Thomas

Il Cast:
Ted Mosby (stagioni 1-in corso), interpretato da Josh Radnor (nel presente) e da Bob Saget (nel futuro), doppiato da Renato Novara (nel presente) e da Marco Pagani (nel futuro).
Marshall Eriksen (stagioni 1-in corso), interpretato da Jason Segel, doppiato da Gianluca Iacono.
Robin Scherbatsky (stagioni 1-in corso), interpretata da Cobie Smulders, doppiata da Sonia Mazza.
Barney Stinson (stagioni 1-in corso), interpretato da Neil Patrick Harris, doppiato da Claudio Moneta.
Lily Aldrin (stagioni 1-in corso), interpretata da Alyson Hannigan,doppiata da Elisabetta Spinelli.



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