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Tricarico - Invulnerabile



Buon ritorno per Tricarico, che si mostra più consapevole e conscio dei propri mezzi, a cominciare dal canto, che osa quel tanto che basta musicalmente, ovvero su una base sostanzialmente pop, innesta ora un pò di blues, ora un pò di rock, ma che rimane fedele ai grandi cantautori alle prese appunto con il pop italico d'autore, collocabile dunque dalla fine degli anni '70 all'inizio dei novanta... i testi, il modo di cantare, sono e rimangono il marchio di fabbrica del nostro che alterna in questo "Invulnerabile", episodi più didascalici a metafore ardite e sognanti con quel pizzico di amarezza che negli anni lo ha fatto apprezzare ai più. Nessuna sostanziale novità a ben vedere, la cifra stilistica oggi è appunto la consapevolezza di una ritrovata serenità o un'effettiva maturità raggiunta, un passo avanti sostanzioso comunque rispetto a "L'imbarazzo" di qualche anno fa, la mira è quella giusta, anche se non tutto convince alla resa dei conti, qua e la il buonismo impera, come certe rime "facili", l'album è piacevole e non stanca, ma il già sentito può essere dietro l'angolo, ma sembra che il nostro abbia finalmente trovato la sua dimensione, andare al di là dei paragoni o stilemi che dir si voglia, sta a lui ovviamente... sorprendere, spingendosi oltre magari in futuro...

"L'America: "dovevi dirlo che era solo una favola" inizio rock alla Foxy Lady addirittura, ma è solo un'impressione, poi grande spazio infatti alla melodia e ai fiati per il primo singolo estratto dall'album, senza dimenticare anche un certo mood blues,  molto vario nel suo dipanarsi, il risultato finale è italiano, non dispiace, anzi è lodevole il tentativo di creare un patchwork suggestivo e accattivante senza scadere nella faciloneria:
"Io ti dico che qui la crisi non c'è tra ma e te"

"Le Conseguenze Dell'Ingenuità": "... a volte sono sottovalutate, si scambia l'oro per il sole ma non è detto che poi sia un errore", ha le stigmate delle migliori ballad alla Tricarico, parlato iniziale, lento crescendo, melodia prima accennata che poi si libra magnificamente...  senza tralasciare l'ottimo testo: 
"ma tu pensami felice tu ma non essere infelice tu per me non esser tu"

"Invulnerabile": quando sei così quando fai così pensa che domani certo sarà tutto molto meglio" ballad poggiata sul pianoforte, che rimane essenziale e non esplode del tutto melodicamente, il finale alla Vasco con tanto di (lungo) assolo di chitarra elettrica ci smentisce in parte
"Amico Mio": "è la vita vale sempre la pena, si... è la vita... di essere vissuta" tralasciando il testo "buonista" piace il parlato e la costruzione del ritornello... e più in generale del brano in se, di contro alcune rime facili e troppi siiiiii... e ahhhhhh, che si danno il cambio nel finale: 
"e sorridere è importante, sorridere è molto importante"
"Riattaccare I Bottoni": "io ci credo ancora che l'uomo impara che l'uomo migliora" piano e voce, filastrocca fiabesca ben sviluppata, ottimo testo, asciutto e incisivo, con belle metafore, uno dei migliori del lotto: 
"rattoppare i calzini, riattaccare i bottoni, come faceva mia nonna dopo la guerra mondiale"
"Insieme Assieme A Te": "non vorrei pensare ma io penso a te" blues standard, sin troppo... con un ritornello che non aiuta di certo:" ah che bello è , ah che dolce è stare qui con te" il brano più debole dell'album, ben fatto sia chiaro ma non si va al di là del puro divertsemant
"Il Tuo Coraggio":atmosfera rarefatta e minimal, per uno dei migliori testi dell'album, a tema,  ma sicuramente convincente:
"il sogno vuol sentire che sei pronto e allora diglielo: si, sono pronto... e con rispetto aspetta sia tu a dire basta"

"Tempo E Notizie":"mi darò tempo per fare è per questo voglio invecchiare, è un progetto da realizzare non finisce oggi"... battistiana, costruita come certi brani del primo album è pienamente riuscita.

"La Natura": "tu parli parli parli ma non sai un bel niente della vita mia"... chitarra e voce in primo piano, dove parlato e melodia ben si amalgamano, nell'ottima costruzione strofa/ponte/ritornello... sorretti da una buona prova vocale (anche in falsetto) e da un buon testo:
"tu ti sei scordata di te ti sembra un'illusione invece è realtà"
"Frutta Fresca": "la via di mezzo è l'unica soluzione"... testo surreale e piglio rock, incisiva e trascinante, per una metafora che sarebbe piaciuta a Ivan Graziani
"Io Sono Francesco": versione scarnificata del suo primo grande successo, messa come ghost track, cambiando "e poi io, io mi son salvato" invece che "e poi il mio capo, il mio capo mi ha salvato"  come a ideale chiusura di un cerchio.

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