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Zocaffe - Noi non siamo figli



Irriverente affresco della vita di provincia di tanti anni fa che in fondo non è poi così distante dai giorni nostri con i dovuti distinguo del tempo che passa, un album che è figlio della "spensieratezza" di quegli anni e si affida a melodie eterne e contagiose, a ritmi sempre attuali, come le storie che racconta con ghigno però cantautorale e amaro nell'epopea della canzonetta per eccellenza, ma quante erano belle le canzoni di una volta? La genuinità che ne esce fuori, la freschezza della proposta oggi dei nostri, finisce con l'entusiasmare ascolto dopo ascolto, a divenire irresistibile, anche perchè è fatta con estrema intelligenza, tra ricordi e citazioni, c'è la cura per la materia e per il tempo, per un'opera quasi filologica, dove è un incanto perdersi e ballare e cantare con tutta la voglia... che forse abbiamo perso, ma anche no:

"Noi non siamo figli": "nemmeno le stelle ti sanno ascoltare" piglio funky che può ricordare la celeberrima "splendido splendente" della Rettore, citando Figli delle stelle nel testo ma anche la sigla di Supercar e i Pink Floyd nel finale.

"Antonello":  beat scanzonato e allegro, che ben si scontra con l'ironia amara del testo, contro i genitori e le loro attese/pretese sui figli "ma signora non lo vede che suo figlio non sa ballare e piange ogni giorno per chi non sa con chi giocare? Com'è bravo com'è bello voglio bene al mio Antonello"

"Donatella": beat ben costruito tra parti lente e le urla "dell'isterica Donatella", assolutamente trascinante: 
"prendi questo farmaco psicosomatico per la mente e il fisico ti aiuta meglio a vivere e a sorridere alle crisi isteriche"

"Paoletta": "viva il purgatorio per non andare all'inferno" folk country di impatto con ottimi inserti strumentali

"I boschi di Fiano": popolare e suggestiva, ritmo zompettante, e  matrimoni combinati " io non amo lei come lei ama me anche se ho voglia di ridere... anche se l'amore qui non c'è"

"Gianni": "con le mani io posso fare castelli costruire autostrade e parlare con Pablo..." fantastica!!! e ancora: "dai che ce la possiamo fare a stare insieme a dare sempre di più" geniale simil cover del primo Morandi eroe nazional popolare

"PierAlberto": "metà giovane metà vecchio..." suadente e ammaliante con un ottimo solo di chitarra languida e amara, quasi il proseguio di Antonello diventato ormai grande

"Tatiana": "per lei che cura la sua immagine e io sono sempre più irascibile", sapori anni 60 e 70 che si mischiano amabilmente, "ingenua e felice corre dietro a quel che dice quel presunto uomo"

"Il funerale": "alcuni parenti litigavano per una spartizione ma la cosa più triste era la foto della mia prima comunione, portata in spalla da ragazze a me care che solo per quel giorno mi volevan ritrovare" impianto folk blues alla Pan del diavolo che poi diventa una vera e propria ballad anni 70 venata di soul/funky  con godibilissimi intrecci strumentali dei fiati

"Il matrimonio": "mi dicono di essere me stesso ma io dico sempre di no" il seguito di "I boschi di Fiano", sapori e nostalgia di un'epoca, da segnalare il cambio di registri continuo di toni e atmosfere sempre nel segno di un'ironia dissacrante e amara, che altro se non gridare "bacio, bacio, bacio": "giuro davanti a mia moglie che non la sposerò"

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