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Fabrizio Moro - L'inizio



Già dal titolo "L'inizio" si capiscono tante cose, non un nuovo inizio si badi bene e neanche un nuovo inizio ancora (ricordando la primissima esperienza sanremese del nostro), ma "L'inizio", da produttore di se stesso, libero per davvero (come in una sua celebre canzone) Fabrizio Moro rilascia in primis il suo miglior album in termini assoluti e più in generale una prova pienamente convincente, che non ha cadute di tono nelle sue singole tracce, godibile spesso trascinante, equilibrata ed intensa, arrangiata come si deve all'interno di uno spartito pop/rock vario ed eterogeneo, dai testi impegnati e profondi... ce ne fossero di lavori come questo nel panorama pop/rock italiano, le classifiche avrebbero una luce nuova: 

"L'Inizio": "è solo un bambino che ha capito che non durerà per sempre il vitalizio" dopo un breve intro ci ritroviamo su una strofa serrata elettronica e rock, parlata, per un ritornello evocativo con finale lirico e la ripresa del ritornello dove entra la batteria e il ritmo aumenta sui cori ... come "inizio" non è affatto male

"Sono Come Sono": "uomo dall'ipotesi grande di qualcosa che non sono mi chiedo  cosa sono nel bene e nel male..." strutturalmente vale il discorso fatto precedentemente con le chitarre elettriche in primo piano e ritmicamente più sostenuta

"L'Eternità": "e non ci vedremo più quando in fondo l'eternità per me sei tu", ballad ariosa e melodica nell'attacco e nella costruzione del ritornello ha qualcosa dei Verve

"Io So Tutto": l'inizio farebbe pensare a Pasolini invece... "le risposte le tengo nel buio tanto è vero che mi chiamo Giulio" ...."perchè sono vecchio da quando ho compiuto vent'anni", con ritornello alla Litfiba ben assestato e corposo "sono il complice di una nazione tra il vero e la contraddizione..."brano che convince appieno 

"Comunicando": "cammino ma non so dove sto andando..." mood latino e ballabile, trascinante, "con la rabbia di chi da troppo tempo è in panchina..." può ricordare certi episodi di Daniele Silvestri anche per l'ironia del testo: "lungo i miei passi pesto la merda ma non mi fermo mai"

"Questa Canzone (Meravigliosa)" :intensa dal sentire popolare con un ottimo lavoro in fase d'arrangiamento:"questa canzone è un giocattolo rotto lasciato nel posto sbagliato"

"Soluzioni": "ci stiamo perdendo in chiacchiere..." jovanottiana, con piglio rock/dance, con i soli di chitarra elettrica nel finale e la splendida coda dove rimangono piano e voce

"L'Italia E' Di Tutti": piano e voce per crescere inevitabilmente via via, con qualche eccesso di rima facile, ma decisamente toccante: "stringimi a me per dare un senso alla vita, siamo una parte di questo io e te"

"Babbo Natale Esiste": "e intanto stai crescendo e io qualcosa sto imparando..." dedica al figlio, ninna nanna morbida... e intima con la certezza che "niente arriva mai per caso..."

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